SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un anno dopo, lo stesso problema. Si è rivolta ancora alla nostra redazione Antonia Paolini, la vicepresidente della consulta per la disabilità di Grottammare che già nel 2017 e nel 2018, in questo stesso periodo, aveva esposto le medesime difficoltà: le sue e quelle di altri tre disabili grottammaresi che aderiscono al progetto ministeriale “Vita Indipendente”.

“I soldi di noi disabili sono fermi da un mese al Comune di San Benedetto, più precisamente all’Ambito 21 che dovrebbe distribuire questi fondi erogati dal Ministero e che passano anche dalla Regione”. Ma cos’è Vita Indipendente? Come detto, si tratta di  un progetto ministeriale che fornisce denaro per pagare fino a 20 ore di assistenza settimanali ai disabili che ne fanno richiesta. Si tratta di denaro che Antonia e gli altri utilizzano per stipendiare dei collaboratori che li aiutano a vestirsi, uscire di casa e fare tutti quei gesti quotidiani che permettono a queste persone di avere una vita, appunto, un po’ più indipendente.

Da quello che ci dice Antonia, i fondi del 2018 del progetto sono stati erogati solo al 50%. “Aspettiamo da tempo questa tranche del 30% che è bloccata da un mese al Comune di San Benedetto che, con l’Ambito 21, è capofila e referente per tutti gli altri comuni della costa” spiega Antonia. “Il restante 20%, se va bene, ci arriverà per fine anno ma intanto mi sento di fare questo appello perché qui parliamo di sei mesi di stipendi ai nostri collaboratori che abbiamo anticipato di tasca nostra, con tutte le conseguenze che potete immaginare”.

Avete provato a chiedere spiegazioni? Chiediamo ad Antonia. E la sua risposta rimanda a un problema burocratico. “Dal Comune di San Benedetto mi hanno detto che i soldi del sociale non restano al sociale ma per vincoli di bilancio finiscono nel calderone quindi, da quello che ho capito, dobbiamo aspettare che l’ente effettui altri pagamenti prioritari. Si stanno dando da fare all’Ambito, non posso accusare loro di nulla visto che sembra un problema burocratico ma vorrei che si capisse anche la nostra situazione” chiosa Antonia.

Un problema, dunque, che sembra ripetersi anno dopo anno per il pagamento di questa tranche visto che è dal 2017 che i disabili che aderiscono a Vita Indipendente lamentano le stesse, identiche situazioni. Oltretutto, poi, in questo 2019, con la creazione di un progetto parallelo delle Marche ovvero “Vita Indipendente Regionale” sembrava che le cose potessero migliorare. “Ma in realtà molti di noi sono rimasti fuori da questo secondo progetto” spiega ancora una volta Antonia “perché si trattava di un fondo da circa 1, 6 millioni e a esaurimento. Ci sono state 335 richieste e diverse persone sono rimaste fuori”.

Infine Antonia Paolini ha un messaggio generale per il territorio e chi lo amministra: “Questo territorio deve rispondere alle esigenze di chi, come noi ma anche gli anziani, ha delle difficoltà ma riesce comunque fra mille problemi a mantenere una certa autonomia” ci dice la donna. “Penso alle corse con l’autobus: ho sentito che sono state introdotte delle pedane ma nessuno mi sa dare risposte certe, neppure parlando con la Start. O ancora penso a quando si va al mare: nessuno chalet ha delle docce per disabili e almeno a Grottammare c’è una sola sedia job pubblica disponibile su prenotazione (carrozzina per disabili con ruote speciali che permette anche di fare il bagno). Almeno San Benedetto ho visto che ne ha introdotta più di una”.

 


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