SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’idea molto semplice, la più nobile delle imprese: “dar da mangiare agli affamati”. Due uomini: Danilo Fossati,proprietario della Star e Don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Nacque così il Banco Alimentare Nazionale, nel 1989 e, per festeggiarne i trent’anni si è svolto a San Benedetto del Tronto, all’ Auditorium Comunale “Tebaldini”, il Convegno “Banco Alimentare: da 30 anni, il recupero del cibo”.

I festeggiamenti proseguiranno, sabato 29 e domenica 30 giugno in Piazza Pazienza a San Benedetto del Tronto, con la Mostra Fotografica sui trent’anni del Banco Alimentare: un’occasione per incontrare la popolazione, spiegare le finalità del Banco Alimentare ed effettuare la raccolta fondi “La fame non va in vacanza”, che permette di donare al Banco Alimentare acquistando confezioni di marmellata.

“Voglio ricordare le parole di Papa Francesco – ha affermato il Presidente della Fondazione Banco Alimentare Nazionale Onlus Giovanni Bruno, al suo primo intervento da presidente dopo l’elezione – rivolte ai rappresentanti dei Banchi Alimentari Europei: il bene necessita di intelligenza, progettualità e continuità. Trent’anni di Banco Alimentare sono la dimostrazione che non si cresce con l’improvvisazione, ma con una visione d’insieme e di persone che stanno insieme”.

Il concetto è stato ribadito dal Presidente Fondazione Banco Alimentare Marche Onlus, Silvana Della Fornace: “il nostro è un lavoro quotidiano, che nelle Marche raggiunge quarantamila persone attraverso trecentodieci enti. Realizziamo con passione e con metodo quelle attività che portano poi i pacchi alla loro destinazione finale. Noi non vediamo le persone che materialmente li ricevono, perché li doniamo agli enti, ma bisogna “fare bene il bene” come ha detto Papa Francesco, perché un dono fatto col cuore si nota, magari anche solo dalla particolare cura che c’è nel confezionarlo”.

L’attività del Magazzino di San Benedetto del Tronto del Banco Alimentare copre le province di Ascoli, Fermo, Macerata e alcuni comuni della provincia di Teramo: nel 2018 sono state redistribuite circa 1080 tonnellate di alimenti a 100 strutture caritative che a loro volta hanno sostenuto circa 14.352 persone in stato di bisogno.

“Il Banco Alimentare – ha ricordato il responsabile del Magazzino di San Benedetto del Tronto Massimo Capriotti– è arrivato a San Benedetto del Tronto nel 2001, quando l’allora Presidente del Centro Agroalimentare Piero Ripani, che ringrazio, con il direttore Elio Spinozzi ci concesse dei locali in comodato d’uso gratuito. La crescita dell’attività vede impegnate quotidianamente anche persone con borse lavoro e persone che seguono programmi di recupero, per il reinserimento nel mondo lavorativo: un’azione dal valore sociale molto alto per la quale voglio ringraziare Francesco Galieni.per il suo impegno e le sue capacità”

Al dibattito hanno partecipato Domenico Luciani,Responsabile territoriale Marche Sud di Ubi Banca, sponsor del Trentennale a livello nazionale, il Sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti, il Presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud, Emanuele Frontoni ed il Responsabile Agroalimentare Confindustria CentroAdriatico Matteo Meletti. Presenti anche l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Benedetto del Tronto Emanuela Carboni, la Direttrice della Fondazione Banco Alimentare Marche Onlus Angela Tringalie Roberto Del Baldoche è il responsabile dei rapporti del Banco Alimentare con la GDO, oltre a tanti volontari.

A livello nazionale, nel solo 2018 il Banco Alimentare ha recuperato 90.411 tonnellate di alimenti, donati a 7.569 strutture caritative che hanno aiutato 1.506.332 persone. Molto ha inciso, per lo sviluppo di una cultura del recupero alimentare in Italia, la legge 19/8/16 n.166 contro lo spreco alimentare, a cui s’ispira la Carta di San Benedetto, firmata da aziende, associazioni ed istituzioni del Piceno nel 2017 presso la sede del Magazzino del Banco Alimentare di San Benedetto del Tronto al Centro Agroalimentare: una dichiarazione di un principio che tutte le associazioni firmatarie hanno deciso di condividere, quello di diffondere una cultura del giusto utilizzo delle risorse, la quale contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutti noi.


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