SAN BENEDETTO DEL TRONTO  “Non solo la recente delibera della Corte dei Conti centrale di Roma ma anche una delibera del 27 novembre del 2018 della Corte dei Conti delle Marche (fornita su richiesta del Comune di Grottammare) accerta la mancata osservanza della Legge Madia, in alcuni suoi punti (articolo 11 comma 2 e 3 del decreto legislativo 175 del 2016 in particolare) , da parte di Picenambiente”. A parlare alla nostra redazione è il consigliere comunale di opposizione Giorgio De Vecchis.

Il politico si riallaccia al caso di questi giorni relativo alla delibera della Corte dei Conti di Roma che ha aperto l’ennesima discussione sulla partecipata dei rifiuti e sulla natura della società, con Picenambiente che ha fatto ricorso al Tar contro la delibera del consiglio comunale di San Benedetto che ne sanciva il controllo pubblico a dicembre. La pronuncia della Corte a sezioni riunite ha fatto discutere stabilendo che per avere controllo pubblico basta la maggioranza dei voti in assemblea per uno o più enti e questa, come ribadito dall’opposizione (clicca qui), è una fattispecie che può aderire alla partecipata dei rifiuti che esprime 5 consiglieri su 9 a nomina pubblica nel Cda nonché la maggioranza del capitale pubblico.

Ma i vertici di Picenambiente (clicca qui) avevano risposto affermando che la partecipata non è a controllo pubblico e che in Picenambiente la gestione preminente è dei soci privati. “Ma se in Picenambiente sia il controllo che la gestione è in capo ai privati, cosa rimane al pubblico che ha la maggioranza del capitale?” si chiede il consigliere comunale. “Queste due delibere della Corte dei Conti sono esecutive, tant’è che Picenambiente non ha impugnato la delibera di novembre della Corte della Marche. I sindaci soci si stanno prendendo una bella responsabilità secondo me” conclude De Vecchis.


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