SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La città è diventata il paese delle bancarelle e delle giostrine. È il “paese dei balocchi” e San Benedetto non lo merita alla luce del nostro glorioso passato”.

A parlare è il socialista Umberto Pasquali che, preoccupato per il futuro dell’economia sambenedettese, dice la sua sul mercato europeo svolto questo fine settimana tra Piazza Giorgini e Viale Buozzi e, in generale, sulle iniziative simili che quasi ogni fine settimana animano il centro della città.

“Queste bancarelle pagano una somma per il suolo pubblico, con la quale usufruiscono dei servizi della città. La domenica sera smontano, se ne vanno e portano via tutto l’incasso che, a fine stagione, diventa milioni di euro che vengono tolti dal circolo del commercio sambenedettese. I prodotti della Coldiretti, ma anche bigiotteria, calzature e abbigliamento, fanno concorrenza sleale ai commercianti fissi che pagano le tasse tutto l’anno”.

“Fatevi un esame di coscienza – chiosa Pasquali contro l’amministrazione tutta – Chi amministra deve prima salvaguardare l’interesse della città, organizzando manifestazioni che portino gente a San Benedetto che consumi nei locali di San Benedetto, come succede per l’Antico e le Palme, ad esempio, che non fa concorrenza a nessuno”.

“La sera i negozi sono tutti chiusi perché non hanno più interesse a tenere aperti – conclude Pasquali – I bar continuano a fare il turno settimanale perché evidentemente non trovano convenienza ad aprire. Ad esempio, chi ieri sera ha consumato al mercatino di Piazza Giorgini di certo non ha consumato nei bar. Vedere chiusi i negozi dell’isola pedonale, che era il lustro della città, fa male al cuore dei sambenedettesi doc. Ciò che resta dopo questi mercatini, sono i bagni chimici che, ancora oggi, circondano la Palazzina Azzurra”.

 

 


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