SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha fatto scalpore la notizia diffusa il 12 giugno riguardo il fermo di due persone compiuto dai militari della Guardia di Finanza sambenedettese insieme alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Ascoli.

Parliamo, ovviamento, dell’arresto di un funzionario della Regione e di un’imprenditrice di una ditta. A quanto riportato da una nota dell’Ansa, i fermati sarebbero il dipendente regionale Stefano Mircoli, e Cristina Perotti della Dimensione Scavi. Presto gli arrestati verranno sentiti nell’interrogatorio di garanzia per chiarire le loro posizioni e respingere le accuse.

Qui l’articolo del 12 giugno

Macerie, imprenditore e funzionario Regione agli arresti. Fiamme Gialle: “Nessun altro dipendente pubblico coinvolto”

Intanto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza è stato diramato un comunicato in cui vengono spiegate le accuse contestate ai due. Elementi acquisiti attraverso mirate intercettazioni telefoniche e acquisizioni documentali che avrebbero provato la subordinazione e l’asservimento del funzionario regionale agli interessi privati dell’amministratore della società indagata.

La nota dei finanzieri dice: “Tramite il dipendente pubblico infedele, sarebbero stati condizionati gli organi regionali per rimpiazzare la società a partecipazione mista pubblico-privata affidataria della gestione dei servizi in questione;

introducendo clausole limitative al soggetto subentrato per la gestione dei servizi e nella selezione delle società sub-affidatarie;

esercitando sulla stazione appaltante pressioni volte, per l’appunto, al sub-affidamento dei servizi di specie in via esclusiva alla società investigata, portandosi, successivamente, perfino al cospetto di organi politici nazionali;

proponendo modifiche normative volte ad assicurare l’affidamento dei servizi di specie direttamente alle società private;

comunicando notizie riservate d’ufficio ottenute in relazione all’incarico esercitato, relative a concorrenti della società investigata e potenzialmente destinatarie di appalti per l’erogazione dei servizi;”.

Dal Comando Provinciale dichiarano: “Per l’opera fornita, al dipendente pubblico infedele sarebbero state effettuate promesse di utilità future quali partecipazioni societarie in una costituenda new company per la gestione delle macerie e la ricostruzione edilizia dei territori colpiti dal sisma, nonché progressioni di carriera grazie all’appoggio di asserite conoscenze in ambiti politici di rilievo. L’indagine ha tratto origine dalla captazione di comunicazioni telefoniche avvenute nell’ambito di una parallela indagine condotta sempre dalla Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto per reati tributari e di riciclaggio”.

“Il rapporto instauratosi fra il rappresentante legale della società sub-affidataria dei servizi e il dipendente pubblico infedele, inizialmente ascrivibile a un contesto di regolare collaborazione lavorativo-professionale e confidenza personale, ha successivamente disvelato innumerevoli atti compiuti, ritardati o omessi dal funzionario, indirizzati ad agevolare l’ottenimento di vantaggi a favore della parte privata in cambio di promesse di utilità in suo favore – si legge nel comunicato ufficiale delle Fiamme Gialle –  Le comunicazioni circa la rivelazione di possibili connivenze fra parte pubblica e privata sono state confermate dagli elementi documentali sequestrati all’atto di perquisizioni locali eseguite nei giorni scorsi e hanno costituito il presupposto per l’applicazione delle misure personali di custodia cautelare in carcere”:

Le attività di indagine e approfondimento sono tuttora in corso, sempre a cura della Compagnia Guardia di Finanza sambenedettese e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura.

 


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