SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “In data odierna, 12 giugno, personale della Compagnia Guardia di Finanza San Benedetto del Tronto e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Ascoli  ha dato esecuzione ad una ordinanza di  custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Ascoli a carico di un dipendente della Regione Marche e di un imprenditore dell’ascolano; le ipotesi di reato sono quelle di corruzione e rivelazione di segreti di ufficio”.

Si apre così la nota della Guardia di Finanza inerente al fermo delle due persone per lo smaltimento macerie dopo il sisma 2016. I fatti riguardano la gestione post terremoto nelle province di Ascoli Piceno e Fermo.

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Smaltimento macerie, nuovo capitolo. La Finanza di San Benedetto arresta due persone

Le indagini, iniziate casualmente a partire da un procedimento per riciclaggio, hanno raccolto elementi indiziari ritenuti “gravi” dai finanzieri e dal Giudice per le Indagini Preliminari in relazione ad uno stabile e strutturato “asservimento” del pubblico funzionario agli interessi della società privata e a un corrispondente sviamento/condizionamento delle procedure riguardanti la gestione delle macerie post-sisma. Un sistema differente dalle classiche “mazzette”, non facile da individuare ma i militari delle Fiamme Gialle hanno ricostruito, con le indagini, il sistema contestato.

“Non vi sono altri dipendenti pubblici coinvolti” affermano le Fiamme Gialle. 

A quanto riportato da una nota dell’Ansa, i fermati sarebbero il dipendente della Regione Marche Stefano Mircoli, e l’imprenditrice Cristina Perotti della Dimensione Scavi. Presto gli arrestati verranno sentiti nell’interrogatorio di garanzia per chiarire le loro posizioni e respingere le accuse.


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