SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota stampa sulla Sanità a firma del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”.

“Il Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” vuole mostrare, con queste brevi considerazioni, basate su dati documentati, quale sia l’effettiva consistenza delle dichiarazioni del Presidente della Regione Luca Ceriscioli rese il 4 giugno. (clicca qui)

Iniziamo confrontando quanto dallo stesso affermato il 2 agosto 2018. Lui parla dei presidi di San Benedetto e di Ascoli Piceno. Riferendosi alle Urgenze afferma che sarà attivata una Potes (che fa parte del servizio emergenza territoriale) con medici di continuità assistenziale (Guardia medica) per Codici bianchi e verdi, oltre ad ambulatori con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, consultori ed eventuali (quindi incerti) ambulatori specialistici.

Ora esaminando quanto affermato il 4 giugno scorso riportiamo questo passaggio: “l’ospedale vecchio di Ascoli lo teniamo e lo valorizziamo per le funzioni sanitarie che verranno svolte [quali?] … mantenendo nelle due comunità [quindi anche San Benedetto] un presidio che lavori nel campo della salute e dia risposte qualificate a quelle urgenze (codici bianchi e verdi) sul territorio” [quindi Potes]. In entrambi i casi, si parla di presidio, Potes, ambulatori, consultori, non si parla di reparti, di posti letto, di ricoveri, non si parla di Ospedale ma di presidio che è una struttura completamente diversa dall’ospedale.

Esaminando in maniera approfondita il problema dei Codici bianchi e verdi, operiamo un confronto geografico concreto. Tra il nuovo previsto (e progettato?) ospedale di Pagliare e il centro Grottammare (16.095 abitanti) ci sono 24 km mentre tra il futuro Nuovo ospedale di Macerata e il centro di San Severino (12.373 abitanti) ci sono 23 km. L’attività del “Punto di Primo Intervento” dell’Ospedale di San Severino nel 2018 è così suddivisa:

Codici bianchi: 516
Codici verdi: 8.032
Codici gialli (Non trattabili nel nostro PRESIDIO): 1.024
Codici rossi (Non trattabili nel nostro PRESIDIO): 22
Totale: 9.594

Per quanto riguarda i ricoveri da pronto soccorso, sempre nell’ospedale di San Severino, sono state effettuate 162 Osservazioni Brevi Intensive. (Non possibili nei presidi di San Benedetto e Ascoli). Esaminando l’attività complessiva del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Civitanova nel 2018 abbiamo un totale di 26.988 accessi. Premettendo che il Presidente Ceriscioli ha affermato che nei Presidi di San Benedetto ed Ascoli verranno in futuro trattati solo codici bianchi e verdi, nel 2018 secondo i dai dati ufficiali della Regione (Allegato E Bilancio d’esercizio 2018) a San Benedetto del Tronto sono stati trattati 1.426 codici bianchi e 23.915 codici verdi per un totale di 25.341 accessi: 1.500 persone in meno degli accessi totali, comprensivi dei codici rossi e gialli, del Pronto Soccorso di Civitanova che resterà ospedale.

Anche valutando che 5.000-7.000 persone, che risiedono vicino a Pagliare, andranno al Pronto Soccorso dell’ospedale che sorgerà lì, ne restano 18-20.000. Ossia 50-55 persone al giorno. Con quanti medici operativi? Quando il medico (o i medici) uscirà con l’ambulanza i pazienti verranno lasciati soli? Cosa accadrebbe di notte con la chiusura degli ambulatori? Riportando un esempio (vissuto) di codice bianco, riguardante un paziente con mal di gola da 5 giorni, dopo più di mezz’ora di visita, domande, indagini, è sorto un sospetto, confermato da Ecg ed esami di laboratorio: da 5 giorni il paziente aveva in corso un infarto. E se fosse deceduto nell’attesa del ritorno del medico? Nella Potes sarà prevista la possibilità di effettuare esami urgenti oppure si dovranno inviare ogni giorno decine e decine di persone a Pagliare? Ci chiediamo (perché dal discorso del Presidente Ceriscioli non è dato capirlo), quali reparti saranno rispettivamente previsti e mantenuti in ciascuna sede, quanti posti letto, quale tipo di ricoveri nei tre Ospedali? Ceriscioli glissa su tali fondamentali problematiche, ma continua a parlare di Presidio. Ci chiediamo per quale motivo i pazienti di Grottammare debbano percorrere 24,5 km per un codice rosso, mentre quelli di San Severino non debbano spostarsi di 23 km per arrivare a Macerata. Vorremmo una spiegazione sul motivo di tale incomprensibile sperequazione nelle scelte sanitarie e su quali siano i criteri tecnici e anche logici di tali scelte”.


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