SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Appuntamento culturale.

Un libro ricco di storia sarà presentato alla libreria Mondadori di San Benedetto.

Si tratta de “L’avvenire dei diritti di libertà”, scritto da Piero Calamandrei. La presentazione, ad opera di Enzo Di Salvatore, avverrà venerdì 7 giugno alle ore 21.30.

È il 1945 quando Piero Calamandrei decide di interrogarsi sul significato delle libertà. E lo fa con uno scritto destinato a introdurre la ripubblicazione di un libro dello storico ed ecclesiasticista Francesco Ruffini, dato alle stampe e circolato clandestinamente vent’anni prima. In quelle pagine, qui riproposte, il giurista toscano afferma che il liberalismo economico del XIX secolo fu uno strumento di cui la borghesia si servì per escludere tutti gli altri dal godimento delle libertà politiche. Non fu, dunque, garanzia di progresso sociale, ma privilegio, sfruttamento dei più poveri da parte dei più ricchi, in quanto era l’appartenenza a una determinata classe sociale ad assicurare la partecipazione attiva alla vita dello Stato.

Poi sopraggiunse il fascismo e i diritti vissero il loro momento più buio. Solo quando nuove forze sociali riuscirono a emergere, si riconquistò anche la libertà perduta. Ma ci si convinse presto che la proclamazione delle libertà implicasse un’azione dello Stato volta a rimuovere gli «ostacoli di ordine economico e sociale» che si frapponevano di fatto al godimento dei diritti: perché la libertà fosse, appunto, di tutti e perché la democrazia e la giustizia sociale potessero infine trionfare sul privilegio, sui soprusi e sull’egoismo. Denso e a tratti lirico, il saggio colpisce per la sua straordinaria attualità e sa parlare al lettore con chiarezza esemplare.

Enzo Di Salvatore: 
Nato a Wiesensteig (D) il 20 luglio 1970. Professore associato confermato di Diritto costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo. Dal 30 marzo 2018 è abilitato al ruolo di Professore ordinario di Diritto costituzionale. https://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/190501UTE0600/M/314711UTE0600?&VRIC_IDOC=80

 Nell’anno scolastico 2000/2001 è stato tutor della Scuola di specializzazione in Diritto amministrativo e Scienze dell’amministrazione presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo.A partire dal 2001 ha ricoperto i seguenti insegnamenti presso le Università di Teramo e di Catania: Diritto costituzionale, Diritto regionale e degli Enti locali, Diritto pubblico comparato, Diritto costituzionale italiano e comparato, Diritto costituzionale italiano ed europeo.

Attualmente insegna Diritto costituzionale italiano e comparato e Giustizia costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Teramo, nonché Diritto dell’ambiente presso la Scuola di specializzazione in Diritto amministrativo e Scienza dell’amministrazione e Diritto costituzionale presso la Scuola di specializzazione per le Professioni legali dell’Università degli Studi di Teramo.

Ha insegnato presso il Master di Diritto dell’Ambiente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Roma “Sapienza”. Ha fatto parte del gruppo di ricerca della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale, coordinato dal Prof. Stelio Mangiameli, per l’area tematica “La qualità del governo territoriale, con particolare riferimento ai rapporti tra autonomie locali ed altri livelli di governo”. Ha fatto parte del gruppo di ricerca denominato “Osservatorio metropolitano su Roma Capitale”, istituito dalla Provincia di Roma.

È stato membro del Collegio dei docenti del dottorato in Diritto costituzionale e diritto costituzionale europeo (poi Tutela dei diritti fondamentali – Diritto pubblico italiano ed europeo) dell’Università degli Studi di Teramo. Dal 2002 fa parte del Comitato di redazione della rivista Diritto pubblico comparato ed europeo (Giappichelli) e della rivista Teoria del diritto e dello Stato (Giappichelli; Aracne). Dal 2010 fa parte del Comitato di redazione della Rivista dell’Associazione italiana dei costituzionalisti (AIC).

Dal 2012 è membro associato dell’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” di Roma (ISSiRFA – CNR). Dal 2013 è componente dell’Osservatorio della Ricerca di Ateneo dell’Università degli Studi di Teramo. Negli anni 2013-2015 è stato coordinatore del Comitato di redazione dell’Osservatorio costituzionale (sezione Giurisprudenza costituzionale) dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti (Aic).

È componente del collegio dei docenti del dottorato in “Processi di armonizzazione tra storia e sistema” (XXXI ciclo) dell’Università degli Studi di Teramo. Partecipa al progetto di ricerca PRIN 2010-2011 dal titolo “Eguaglianza nei diritti fondamentali nella crisi dello Stato e delle finanze pubbliche: una proposta per un nuovo modello di coesione sociale con specifico riguardo alla liberalizzazione e regolazione dei trasporti”.

Nel settembre 2015 ha ricevuto un incarico a titolo gratuito da parte della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province autonome al fine di elaborare sei quesiti referendari in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi e per coadiuvare le Regioni Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche, Sardegna, Veneto, Liguria, Campania, Calabria e Puglia nelle conseguenti operazioni referendarie.

Nel dicembre 2015 è stato selezionato quale esperto in materia ambientale nell’ambito del progetto “Adrigov” per il profilo “Preserving, protecting and improving the quality of the environment”. Dal settembre 2016 è membro effettivo del Board of Directors della European Public Law Organization (EPLO) con sede in Atene. Dal 2017 è Vicedirettore della Scuola di specializzazione in Diritto amministrativo e Scienza dell’amministrazione dell’Università degli Studi di Teramo.

Piero Calamandrei:

Nato a Firenze il 21 aprile 1889, deceduto a Firenze il 27 settembre 1956, giurista e scrittore politico.
Di antica famiglia di giuristi (suo padre, professore e avvocato, era stato anche deputato repubblicano), si era laureato a Pisa nel 1912. Nel 1915 era già docente di procedura civile all’Università di Messina e, tolta la parentesi della prima guerra mondiale, avrebbe insegnato a Modena (1918), a Siena (1920) e, dal 1924 sino ai suoi ultimi giorni, nell’Ateneo fiorentino di cui fu rettore. Interventista, Calamandrei aveva partecipato da volontario alla guerra 1915-18 come ufficiale di Fanteria, ma nonostante la promozione a tenente colonnello, preferì riprendere la carriera accademica. L’avvento del fascismo lo portò ad impegnarsi contro la dittatura. Di qui la collaborazione con Salvemini e poi con i fratelli Rosselli, con i quali fondò il Circolo di Cultura di Firenze che, nel 1924, dopo essere stato devastato dagli squadristi, fu definitivamente chiuso per ordine prefettizio.

La violenza fascista non spaventò il professore, che partecipò alla pubblicazione del Non mollare e all’associazione “Italia Libera”, che avrebbe più tardi ispirato il movimento “Giustizia e Libertà” e poi il Partito d’Azione. Piero Calamandrei, che aveva anche aderito all’Unione nazionale antifascista promossa da Giovanni Amendola e che, nel 1925, aveva sottoscritto il manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce, dopo il consolidarsi della dittatura tornò ai suoi studi giuridici (sua è l’Introduzione allo studio delle misure cautelari del 1936), pur mantenendo sempre i contatti con l’emigrazione antifascista. Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e membro della regia commissione per la riforma dei codici, fu uno dei principali ispiratori del Codice di procedura civile del 1940. Ciononostante, quando gli fu chiesto di sottoscrivere una lettera di sottomissione a Mussolini, Calamandrei preferì dimettersi dall’incarico universitario, che avrebbe ufficialmente ripreso, come rettore, alla caduta del fascismo.

L’atteggiamento dell’eminente studioso, com’ebbe a scrivere Norberto Bobbio, “fu di solitario disdegno…”, poiché “…verso i padroni e i loro servitori, non si saprebbe dire quale dei due detestasse di più”. Calamandrei, che nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d’Azione, dopo l’armistizio, inseguito da un mandato di cattura, si rifugiò in Umbria. Di qui seguì, “con trepidazione e fierezza”, la nascita e l’espansione del movimento partigiano, mantenendo contatti e collaborando con la Resistenza, nella quale fu particolarmente attivo il figlio Franco.

Dopo la Liberazione, Piero Calamandrei fu nominato membro della Consulta nazionale e dell’Assemblea Costituente in rappresentanza del Partito d’Azione. Quando il PdA si sciolse, entrò a far parte del Partito socialdemocratico, per il quale fu eletto deputato nel 1948. Nel 1953, contrario alla “legge truffa”, sostenuta anche dai socialdemocratici, prese parte, con l’amico Ferruccio Parri, alla fondazione di “Unità Popolare”, che contribuì ad impedirne l’approvazione. Fondatore, del settimanale politico-letterario Il Ponte, che diresse dopo la Liberazione per dodici anni, Piero Calamandrei fu anche direttore della Rivista di diritto processuale, de Il Foro toscano e del Commentario sistematico della Costituzione italiana. Molto apprezzato dai cultori del Diritto, il suo Elogio dei giudici scritto da un avvocato e, memorabile per efficacia, l’epigrafe dettata da Calamandrei per la Lapide ad ignominia, che il Comune di Cuneo ha dedicato al generale nazista, criminale di guerra, Albert Kesselring.

Link eventi:
https://www.facebook.com/events/2270129719971119/

https://eventi.mondadoristore.it/it/event/2019/06/07/enzo-di-salvatore-presenta-il-libro-lavvenire-dei-diritti-di-liberta-d/8402/?fbclid=IwAR2MCcBGcofv9hi2H74Rzij7NErMV0ramHYP8X9V3WcdcDBg21OaF-t3jM0


Copyright © 2020 Riviera Oggi, riproduzione riservata.