Dialogo realmente accaduto sul lungomare di San Benedetto.

Un pensionato sta eseguendo dei lavori su un giardino di San Benedetto. Si ferma un altro pensionato, in bicicletta, che osserva i lavori.

“Ci conosciamo”.

“Sì, io venivo nel tuo negozio ad acquistare le attrezzature per lavorare. Se non hai le attrezzature, non lavori…”

“Ma tu lavori ancora?”

“Io sto in pensione, da quattro anni. Adesso ne ho 62. Ma vado sempre a fare lavori nelle case. Li faccio da 40 anni. Li facevo di sera, per arrotondare”.

“Io sono stato fregato dal lavoro che ho fatto all’estero. Pochi anni, ma prendo una piccola pensione ma poi me la tassano qui in Italia e se ne va quasi tutto in tasse”.

“Ah”.

“Hai visto mo’ ci hanno mandato pure la lettera dall’Europa?”

“Comunque ci giriamo, prendiamo schiaffi”.

“Eh, abbiamo un debito pubblico troppo grande“.

A questo punto il discorso è finito. Il pensionato che ha pronunciato quella frase, e probabilmente anche l’altro che l’ha ascoltata, hanno oramai assimilato fin nel profondo che il problema dell’Italia (e non solo) è il grande debito pubblico. Glielo ripetono tutti i giorni i conduttori televisivi, i commentatori dei principali quotidiani italiani, tutto l’arco politico da decenni, il presidente della Banca d’Italia, Mario Monti, Carlo Cottarelli, e via dicendo.

Se non sei ancora così disperato e riesci in qualche modo a campare, allora sei impotente di fronte a la Verità del Debito Pubblico e sei disposto ad accettare qualsiasi sacrificio ti venga richiesto, altrimenti le cose possono solo peggiorare. Inutile mostrare decine di grafici, citazioni economiche e storiche, spiegare cosa è stato lo Sme, l’errore del 1992, i vincoli al bilancio, Keynes e il moltiplicatore, gli interessi passivi con la lira e con l’euro, bla bla bla.

Di fronte hai la Verità assimilata nel profondo del cervello, con uno strato sedimentato di: negli anni Ottanta hanno speso troppo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, magari noi italiani siamo incapaci di gestirci, e via così. Lo capiscono facilmente perché gli ripetono tutti i giorni che lo Stato è come una Famiglia, e anche se così non è (persino nell’Eurozona…) e anche se non esiste una famiglia che si dispera se il mutuo è del 130% del reddito annuale (ovvero: se hai un reddito di 20 mila euro chi avrà paura di prendere un mutuo di 26 mila?).

A quel punto, il cittadino che ha accettato la Verità giustifica in suo nome qualsiasi sacrificio: il blocco della rivalutazione delle pensioni, la chiusura di un ospedale, di un tribunale, l’aumento dell’Iva al 22%, un nipote che invece di vivere e lavorare nella sua città andrà a Londra o Berlino, esattamente come i suoi bisnonni.

Un sistema di controllo della popolazione molto sofisticato, annichilente. Il sistema ideale per riportare il mondo all’indietro dopo che, fino agli anni Settanta, il Vecchio Mondo sembrava per sempre sconfitto.

 


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