Leggi il comunicato stampa integrale di Ugl e Cgil che allegano anche la corrispondenza mail col Comune di San Benedetto, che autorizzava l’uso della sala, sentito il presidente Chiarini

SAN BENEDETTO Nuovo attrito nei rapporti, già tesi, fra Picenambiente e sindacati. Il caso lo portano all’attenzione della stampa le sigle Cgil e Ugl che accusano la presidente della partecipata dei rifiuti, la dirigente pubblica del comune Catia Talamonti, di aver negato l’uso della sala consiliare del comune di San Benedetto per un’assemblea dei lavoratori di Picenambiente che si doveva tenere il 29 maggio.

Nella nota stampa di oggi, le due sigle ricostruiscono l’accaduto. Leggi di seguito:

“Giovedì 22 maggio, le organizzazioni sindacali (Cgil, Ugl e Cisl), avuta la disponibilità della sala consiliare del Comune, trasmettono alla Picenambiente la richiesta di un’assemblea generale dei lavoratori per il 29 maggio dalle 11 alle 13″.  I sindacati poi spiegano che avevano optato per l’aula per due motivi: da una parte la sede di Picenambiente è in ristrutturazione (clicca qui) e quindi la normale sala riunioni non era disponibile e dall’altra “perché l’argomento di discussione era importante” scrivono oggi Ugl e Cgil “visto che si doveva decidere sulla proposta di contratto aziendale da portare al tavolo di discussione con la ditta il 3 giugno”.

“All’improvviso però la mattina del 28 maggio il presidente di Picenambiente (Catia Talamonti ndr) comunica alle organizzazioni sindacali che l’assemblea presso la sede del consiglio comunale non era autorizzata” scrivono ancora Ugl e Cgil “ha scritto che se i lavoratori volevano tenerla potevano farla in un altro locale” che le sigle definiscono “angusto, polveroso e ingombro trovato all’ultimo momento (nella sede di Picenambiente)”.

Poi l’attacco: “L’entrata a gamba tesa del presidente di Picenambiente, è un attacco alle libertà sindacali perché all’ultimo giorno viene a disarticolare lo svolgersi dell’assemblea. Un atto sconcertante che non fa onore a una partecipata a maggioranza pubblica. L’assemblea si è tenuta comunque in un ambiente angusto e non dignitoso” scrivono “per rispetto della disposizione presidenziale”.

 


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