Riceviamo e pubblichiamo, ma dopo spieghiamo, la seguente comunicazione da parte dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche con una premessa che chiarisce la questione. Con data 24 aprile  in qualità di direttore di Riviera Oggi ricevetti una raccomanda con questo contenuto: “La invito a presentarsi il giorno 22 maggio 2019 nella sede dell’Ordine dei Giornalisti delle marche (Via Leopardi n. 2 – Ancona), ore 11.30. per questioni deontologiche da Lei sollevate“. Per motivi personali non ci andai e lo comunicai così: non potendo andare ad Ancona per più motivi, mi farebbe piacere capire meglio il significato di “questioni deontologiche da Lei sollevate“. Firmato: Il presidente Franco Elisei

Ancona – Vista la convocazione inviatale per il 22 maggio c.a. andata deserta, con la presente si chiede la pubblicazione della seguente rettifica a norma di legge:

“Dispiace che Riviera Oggi, commentando la presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti delle Marche sul caso del giornalista, cui era stato ritirato l’accredito stampa per un articolo sportivo non gradito, possa sollevare il sospetto che l’Ordine abbia usato “due pesi e due misure” per episodi risalenti anni addietro. L’Ordine dei giornalisti delle Marche si è sempre comportato correttamente. Anzi, è intervenuto più volte in vicende che vedevano coinvolta in caso analogo proprio Riviera Oggi – tutto il carteggio è in archivio – e non si presta a supposizioni senza fondamento. Inaccettabili e irricevibili. L’imparzialità dell’Ordine dei giornalisti delle Marche dunque non va rivista né corretta, come affermato incautamente nell’editoriale della testata, per il semplice motivo che non è in discussione”.

Qui l’articolo che scrissi, durante il “caso” legato a Luca Bassotti, a cui la Samb ritirò, ingiustamente a mio avviso, l’accredito

Non servono molte parole per spiegare che mi riferivo ad un trattamento assolutamente dissimile tenuto  dall’Odg marchigiano nei miei confronti tanti anni fa e quindi approvavo la loro presa di posizione. Tanto è che fui ringraziato telefonicamente dal giornalista del Corriere Adriatico in questione. Il fatto che le persone a dirigere l’Ordine non siano le stesse cambia poco perché non mi pare di aver fatto nomi di persone ma quello soltanto dell’Odg Marche che così si chiamava a quei tempi e così si chiama ora. Per cui quel ‘SEMPRE si è comportato correttamente’ non risponde alla realtà.

Mi fa rabbia invece leggere che l’Ordine marchigiano che sarebbe intervenuto nei nostri confronti (per difenderci, suppongo) quando il sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, diede l’ordine di non far più partecipare un nostro giornalista alle varie conferenze all’interno del Comune. L’unica cosa che ricordo (appunto ‘tutto’ il carteggio è in archivio) è che io e alcuni collaboratori fummo convocati (dalla commissione disciplina, se non sbaglio) presso la sede di Ancona per difendermi, difenderci, dalle accuse che il sindaco aveva fatto nei nostri confronti. Insomma fummo chiamati per giustificare il nostro comportamento e non il contrario. Seguirono altre lettere (il carteggio è presente nel nostro archivio) ma nessun passo indietro da parte del primo cittadino sambenedettese.

Tanto dovevo

Nazzareno Perotti


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