MONTEPRANDONE – Due incursioni in due notti, 31 pecore uccise e circa altre 20 ferite così gravemente che si teme un peggioramento del bilancio.

Ma stavolta, nell’ennesimo attacco al gregge, a far scalpore non sono tanto i numeri, pur importanti, ma i luoghi. Gli attacchi sono avvenuti a Monsapolo e a Monteprandone. Aree lontane dalla montagna, a meno di 10 chilometri d’auto dalla costa.

È una situazione davvero pesante quella che vivono gli allevatori ascolani, costretti a subire, impotenti, agli attacchi di lupi e cani inselvatichiti contro il bestiame, sfidando i cani da pastore e nonostante i recinti.

I nuovi attacchi sono avvenuti tra sabato 25 e domenica 26 maggio (in contrada Sant’Egidio di Monsampolo) e tra domenica e lunedì 27 (in contrada Macigne di Monteprandone) negli allevamenti dell’azienda agricola Il Transumante che si occupa anche di produrre formaggi e carni dop.

Sul posto i sopralluoghi della Forestale e dei veterinari Asur che hanno certificato che l’attacco è stato inferto dai lupi. Episodi che mettono in apprensione gli allevatori ma anche gli stessi cittadini per la vicinanza con i centri abitati. E che fanno tornare gli allevatori sulle barricate contro il sistema dei rimborsi per contenere i danni, ritenuti insufficienti.

“La situazione è davvero grave – spiega Palmarino Losani, allevatore de Il Transumante – perché gli allevatori devono subito ricomprare nuovi capi e attendere anni per un rimborso che non contempla nemmeno lo smaltimento delle carcasse. Non si tiene affatto in considerazione la perdita di reddito. Il latte per fare i formaggi, la carne da vendere. Niente. Siamo in balia degli eventi e spesso cani e recinti non bastano ad arginare gli attacchi”.

Secondo Coldiretti Ascoli Fermo “è tempo di rivedere i sistema dei rimborsi. Intanto accelerando l’erogazione dei rimborsi per i capi uccisi ma occorre anche provvedere a un ricalcolo che consideri tutto quello che ne consegue. I pastori sono presidio delle montagne e garanzia delle bellezza del paesaggio. Non possono essere lasciati da soli. Ci aspettiamo un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un rapido ed adeguato rimborso dei danni, senza se e senza ma” spiegano il presidente e il direttore, Armando Marconi e Alessandro Visotti.


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