SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un comunicato di Marco Albertini.

A seguito del gran trambusto verificatosi, mio malgrado, in seguito alle mie pubbliche affermazioni sullo striscione apparso nel Monastero delle Clarisse, volevo rendere note quelle che sono state le motivazioni del mio agire, per rendere più chiaro il mio pensiero.

Come Cattolico, sono molto dispiaciuto per quello che vedo ultimamente accadere nella Chiesa di Cristo, dove sta sempre più prevalendo l’aspetto mondano rispetto a quello spirituale, con ciò vanificando la ragione ultima dell’esistenza della Chiesa, che è la Salvezza eterna delle anime. Ci sentiamo sempre più abbandonati dai nostri pastori, i quali non ci confortano più nella fede, perché li vediamo lontani dalla vita di preghiera, di penitenza, di raccoglimento con le quali si costruisce spiritualmente la vita di Grazia nelle parrocchie. Se dei laici prendono iniziative in tal senso, vedono apparire resistenze più o meno esplicite, tutte comunque nel senso di frenare lo slancio missionario, soprattutto se mariano.

I nostri pastori, purtroppo, non contagiano più noi fedeli con il fuoco della vera fede: siamo costretti ad assistere a prediche “orizzontali”, che parlano sempre di accoglienza, dialogo, incontro, che ci fanno sempre sentire sbagliati, mancanti nel nostro essere di Cristo. Mai una volta che li vediamo al nostro fianco ad insegnarci a pregare, a digiunare, a trasmettere il calore della devozione che riscalda il cuore. Cito un esempio per tutti: nella nostra comunità abbiamo recentemente subito un atto sacrilego, quale quello dell’incendio doloso dello striscione con la scritta “Nulla è impossibile a Dio” e con l’effige della Madonna Immacolata, alla quale la nostra città è legata con voto di fedeltà perpetuo. Ebbene, ad una mia reiterata richiesta presso le gerarchie ecclesiali di prendere pubblica posizione per l’esecrazione del vile e sacrilego gesto, che ha offeso la sensibilità di tutti, credenti e non, non si è udito nulla. Silenzio…. Nessuna riparazione, nessuna presa di posizione, nessun sostegno, nessun conforto dai nostri pastori nel nostro dolore spirituale che, per chi crede, è pari se non superiore a quello fisico…

Se a questo aggiungiamo che, contemporaneamente, vediamo i nostri fratelli dello Sri Lanka massacrati barbaramente nel giorno di Pasqua, e ancora silenzio…. I cattolici di quel Paese costretti a non celebrare l’Eucaristia alla domenica, e ancora silenzio…

Vediamo ancora un povero disabile francese, Vincent Lambert, costretto a morire di fame e di sete, e ancora silenzio…

Poi ti vedo che la Cirinnà, colei che ha dato il nome alla legge (per un cattolico: scandalosa) sulle unioni omosessuali che elogia il comportamento delle Clarisse della nostra città per aver apposto uno striscione dal chiaro sapore politico (“anche dalle suore una chiara risposta a Salvini”, sono le parole della deputata del PD) – le suore di clausura che dovrebbero essere di esempio per tutti con il loro comportamento (amici e nemici) -; beh, scusatemi, ma io non ce l’ho fatta più!

Il mio era un grido di dolore, forse male espresso, ma era il terminale della sofferenza che mi porto dentro… Non sono un santo, sono uno che lotta con i propri difetti per essere sempre più conforme al Vangelo, per cui chiedo umilmente scusa se ho turbato o offeso qualcuno con le mie parole.

Non era certamente mia intenzione


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