SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra una settimana esatta i cittadini saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo e anche La Sinistra è pronta alla sfida elettorale.

A presentarsi agli abitanti di San Benedetto, nella mattinata del 19 maggio presso la Rotonda di Porto d’Ascoli, Nicola Fratoianni con la sua squadra, in un incontro dal titolo “Mare e spiagge dell’Europa dei diritti. Il mare unisce ciò che divide”.

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“Abbiamo fatto la scelta del mare perché racchiude alcune questioni centrali per l’Europa e per il Paese – apre il comizio la candidata Loredana De Petris – Il mare è un bene comune, una risorsa che dovrebbe essere fruita liberamente. Le questioni che vogliamo affrontare riguardano il diritto all’accesso ai beni comuni e la lotta al cambiamento climatico. Servono delle scelte chiare, precise e rapide. Il Mediterraneo è al centro delle questioni che riguardano i cambiamenti climatici, l’immigrazione e i diritti umani. Ognuno si è illuso che i problemi di riscaldamento globale sarebbero arrivati alle Maldive e in posti lontani, mentre il Mediterraneo e l’Italia sono le zone più esposte. Tutti ne parlano, ma occorre determinazione”.

“Abbiamo proposto che l’impegno in agenda 2030 sia accelerato. Noi dobbiamo dimezzare rapidamente le emissioni e accelerare la riconversione ecologica del modello produttivo. Siamo preoccupati perché l’ondata dei populisti e dei sovranisti è pericolosa e, tra questi, si annidano i negazionisti della questione dei cambiamenti climatici. Occorre che quei 16 miliardi che diamo all’economia fossile vengano utilizzati per poter accedere alla transizione energetica. Questo vuol dire investire sul lavoro. Tutto ciò per la sopravvivenza della nostra specie e ridare forza alla stagione occupazionale. Si tratta di un intreccio che riguarda lavoro, clima e diritti che rimetta al centro la persona, il welfare e la dignità del lavoro. Chi fa campagne di odio, come la Lega, contro i profughi climatici che stanno aumentando non affronta il problema in maniera razionale. Noi ci stiamo mobilitando per avviare un processo di rinnovamento per salvare l’Europa”.

A seguire, gli interventi dei sostenitori della lista. In particolare, Luigi Silenzi del comitato Tag Costamare spiega che il suo sostegno a La Sinistra arriva dalla necessità di tutelare il mare e la pesca. Il militante Gabriele Marcozzi pone l’accento sulla pericolosità delle attuali politiche europee causa di distruzione del lavoro, inquinamento e dannose per i paesi poveri. “Se continuiamo così non ci sarà futuro per l’Europa, le forze antidemocratiche devono essere arginate” afferma Marcozzi. Sulla necessità di fermare il consumo del suolo, anche a seguito delle sette proposte arrivate in comune per la trasformazione di alcune aree della città in zone residenziali, si sofferma l’albergatore Giorgio Mancini.

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Continua poi il candidato Marco Benedettelli: “Credo nell’Europa, che ci ha permesso di vivere il periodo di pace più lungo degli ultimi 80 anni. Vengo dal mondo del giornalismo, lavoro come comunicatore nel mondo del sociale. Mi sono occupato di immigrazione, ricostruzione sismica, diritti per i disabili e ho visto sempre più l’assenza dello Stato, del welfare e delle strutture sociali che si fanno sempre più mediatiche e poco reali. Questo a causa delle politiche neoliberiste che hanno condotto a un impoverimento del ceto medio e popolare a favore di chi possiede grandi fondi finanziari e che sta riducendo le città in centri commerciali. Tutto il resto è un universo di lavoratori abbandonato e frammentato che diventa facilmente orientabile verso capri espiatori che non esistono. Credo nella rappresentanza politica senza la quale non si riesce a fare il bene del popolo. La società civile è il motore della passione politica ma ci vogliono anche rappresentanti in Parlamento. La Sinistra ha voglia di dare rilievo a un progetto per guardare alle sfide del futuro”.

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“Sembra che i nostri diritti vengano da un luogo imprecisato – interviene Ginevra Bompiani – Ma non è così, i diritti sono stabiliti dalla giurisprudenza e garantiti dalla reciprocità, vanno cioè rispettati a vicenda. I diritti più ambigui, vaghi, precari e ipocriti sono i diritti umani che non esistono in natura, non sono uguali per tutti e non c’è una giurisprudenza che li garantisca. In Africa viene usata la pratica della infibulazione, esiste ancora il diritto alla pena di morte, il delitto ad onore. In Italia, grazie al decreto sicurezza, esiste il diritto a uccidere il ladro che ti entra in casa, legittimando la pena di morte in casa. In nessuna dichiarazione dei diritti umani è mai stato contemplato il diritto più importante, quello all’incolumità. Nessun paese vuole rinunciare alla guerra, alla tortura, alle leggi di mercato ed è per questo che uno solo può decidere per tenere in mare dei disperati che sono in fuga da dei paesi resi invivibili. La violazione dell’incolumità arriva dagli altri ma poi giunge a noi”.

“La paura dei migranti – continua – è una falsa paura che nasconde quella vera dei cambiamenti climatici. La sicurezza non si ottiene coi decreti, che sono decreti-punizione che infliggono sofferenze a chi ci dà fastidio e a chi non porta voti. Vogliamo punire qualcuno per la nostra infelicità, invece dipende da noi che possiamo batterci con la solidarietà. Oggi si parla di neofascismo, ma credo che sia qualcosa di peggio. Credo che Salvini sia peggio di Mussolini. Credo che la crudeltà, la tracotanza e l’indifferenza al diritto vada oltre al fascismo e va fermato con le unghie e coi denti. Per questo alla mia età e per la prima volta mi sono messa a girare le piazze. Vorrei una Europa che riduca le differenze e sostenga le diversità”.

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A prendere parola è poi Marilena Grassadonia: “Il mare è il luogo dove si possono unire tutte le motivazioni per cui siamo qui: diritto dei lavoratori, tutela ambientale, diritto alla salute. Il mare è il luogo dove si pone lo sguardo per avere speranza o dove andiamo quando siamo malinconici in cerca di serenità. Attraverso il mare la gente cerca speranza. Dobbiamo riprendere in mano i temi di accoglienza e solidarietà, per lasciare ai nostri figli idee concrete. Chiediamo di eliminare i sussidi alle fonti fossili per investire sulle fonti rinnovabili; chiediamo che i porti non vengano chiusi. Questi sono tutti temi che si intrecciano tra di loro. Ho incontrato lavoratori, persone discriminate, donne sotto attacco da questo governo. Pensiamo a noi stessi e a tutti i diritti che ci vengono tolti per il nostro orientamento sessuale, perché siamo madri piuttosto che lavoratori. Chi fa politiche neoliberiste sono quegli stessi paesi che calpestano i diritti umani e la tutela della salute. Dobbiamo intercettare chi vuole dire di no a queste politiche. Noi abbiamo le idee chiare e proposte pratiche per far diventare l’Europa dei popoli e non solo dei mercati e per questo bisogna restare uniti”.

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A conclude l’incontro è Nicola Fratoianni: “Qualche settimana fa Vittorio Feltri ha deriso Greta Thunberg e i giovani che si battono per i cambiamenti climatici, sostenendo che questo è il maggio più freddo degli ultimi 40 anni. Ma il fatto che questo maggio sia così freddo ha proprio a che fare con i cambiamenti climatici. Rientra tra gli eventi estremi che producono distruzione, morti e danni anche economici. Il mare è lo specchio della situazione che stiamo vivendo. Il mare è per definizione fonte di vita e oggi questo mare, il Mediterraneo, è sempre più lungo di morte per gli esseri umani, il più grande cimitero a cielo aperto. Il “ministro del disordine” ha presentato il decreto sicurezza bis in cui aveva previsto una multa di 3.500 euro per ogni migrante salvato. Con quella norma si attribuisce alle persone in carne ed ossa un cartellino con un prezzo”.

“Quando si assegna un prezzo alla vita arriva il momento di dire che è ora di fermarsi e di avere il coraggio di costituire pratiche e azioni per cercare una alternativa – termina il segretario di Sinistra Italiana – Chiederei a Salvini e Di Maio che prezzo assegnerebbero ai loro figli. Di fronte a questa barbarie occorre dimostrare organizzazione e determinazione per salvare la vita a chi rischia di perderla in mezzo al mare. Ogni giorno aumenta il conto di un pallottoliere di morte che il governo sta incrementando. La nostra proposta politica è contro la paura. Dobbiamo chiederci da dove arriva quella paura, dobbiamo chiederci perché quando gruppi di vigliacchi fascisti attaccano a parole una donna trovano solidarietà. La nostra proposta intende nominare quelle questioni che nessuno ha il coraggio di nominare, come la redistribuzione della ricchezza. Noi abbiamo la responsabilità e il coraggio di avanzare una proposta radicale per provare a porre al centro la radice delle questioni”.


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