SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La salute dei cittadini viene prima di tutto. Bene ha fatto il Partito Democratico di San Benedetto, grazie alla tempestiva iniziativa del segretario di circolo Claudio Benigni, a sollevare il problema della potabilità dell’acqua che arriva nelle case dei portodascolani”. A parlare è il vice segretario cittadino dei democratici, Pier Giorgio Giorgi.

Sempre sulla petizione di Benigni, Giorgi dice: “Con il suo intervento il segretario della sezione  “Primo Gregori”  ha assolto ai compiti che spettano alla politica e in modo particolare ad un partito che ha a cuore la propria città : vigilare sul territorio, informare e sensibilizzare i cittadini sulle problematiche esistenti, richiamare l’amministrazione comunale ai propri doveri nei confronti della popolazione e indirizzarne le scelte. La petizione lanciata da Claudio Benigni ha trovato un immediato riscontro tra la gente. Nella sola giornata del Primo Maggio sono state raccolte oltre mille firme. La sottoscrizione continuerà domenica 19 in Piazza Salvo D’Acquisto nei pressi del lungomare”.

“Ad onor del vero il compito di informare tempestivamente la popolazione sulla potabilità dell’acqua che scorre dai rubinetti spetta al sindaco che risponde  della salute dei propri concittadini. L’intervento di Piunti, cosa grave, è arrivato solo in seguito alle sollecitazioni a mezzo stampa e alla raccolta di firme del segretario del PD di Porto d’Ascoli. Non pervenuto invece il Movimento Cinque Stelle locale che della tutela dell’acqua pubblica ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Forse il Senatore Fede e il Consigliere Giorgini sono in altre faccende affaccendati, impegnati nella campagna elettorale o nel rinnovo delle cariche di sottogoverno negli enti pubblici”.

“Torniamo a Piunti e ai doveri che spettano al sindaco in quanto responsabile della salute dei suoi concittadini. Esistono tre delibere del Consiglio Comunale ( la N 48 del 23 Marzo del 2007, la N 127 del 30 Luglio del 2007 e la N 29 del 28 Marzo 2008) approvate, illis temporibus, proprio per far fronte all’emergenza idrica di S.Benedetto del Tronto. Con le delibere di cui sopra il Comune  autorizzò la realizzazione di quelle opere e di quegli impianti  necessari a garantire l’approvvigionamento idrico in caso di emergenza. In particolare due emendamenti, proposti dai consiglieri Lina Lazzari e Marco Lorenzetti,  indicano in maniera stringente e inequivocabile gli obblighi informativi a cui devono sottostare le autorità competenti ossia il gestore, la Ciip e il sindaco. Obblighi che Piunti non può ignorare in primo luogo perché in qualità di sindaco è tenuto a conoscerli e in secondo luogo perché in quella seduta del consiglio comunale era presente e li ha votati, come risulta dagli atti”.

“Che cosa impongono in buona sostanza i due emendamenti? Che in caso di emergenza idrica qualora il gestore, la Ciip, decida di immettere acqua potabilizzata, una volta fatti tutti gli accertamenti volti a garantire la salute degli utenti, ne dia preventiva comunicazione scritta al Sindaco il quale deve avvertire la popolazione. La domanda che vogliamo porre a nome dei sambenedettesi alle autorità preposte è la seguente: Il Presidente della Ciip, prima di immettere acqua potabilizzata nell’acquedotto, ha scritto al sindaco? In caso affermativo vogliamo vedere l’atto protocollato. Il Sindaco ha avvertito la popolazione? Nel caso in cui Piunti e Alati non abbiano ottemperato ai loro obblighi chiediamo che la politica ritorni a mettere al primo posto il bene dei cittadini”.

 

 


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