SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nell’ambito dello scambio culturale con la Francia, gli studenti del terzo B linguistico, unitamente ai loro compagni francesi, hanno assistito alla conferenza tenuta dal professor Giuseppe Cappelli, già docente dell’Istituto, sul tema “Buchi neri e viaggi interstellari”.

La tematica oggetto della conferenza è tornata di grande attualità dopo la pubblicazione, lo scorso 10 aprile, del “buco nero” al centro della galassia M87, a 55 milioni di anni luce dalla Terra. L’immagine citata è stata realizzata utilizzando i dati raccolti da otto radiotelescopi ed elaborata da sessanta istituti sparsi nel mondo, compreso l’Istituto di Radioastronomia di Bologna, visitato nel passato per ben due volte dagli studenti dell’Istituto, al seguito del professor Giuseppe Cappelli.

Il tema dei viaggi interstellari prende invece spunto dal film del 2014 “Interstellar”, del regista britannico Christopher Nolan che tratta delle avventure di un gruppo di esploratori i quali fanno uso di un “buco nero” appena scoperto per superare i limiti temporali dei viaggi spaziali. “Interstellar” è uno dei film più audaci degli ultimi anni, si è avvalso della consulenza scientifica del fisico americano Kip Thorne, premio Nobel per la fisica nel 2017 e si ispira al celebre “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, del 1968.

“Gli studenti hanno assistito “estasiati” alla interessantissima conferenza – dichiara la dirigente scolastica Elisa Vita –  e sia la componente italiana che quella francese , oltre alla significativa esperienza dello scambio conserveranno il ricordo di questo tema di grande attualità sapientemente illustrato dal “nostro” professor Cappelli”.

L’Istituto “Capriotti” è promotore da sempre di innumerevoli scambi culturali con paesi europei: Belgio, Germania, Francia, Olanda,Polonia, Lituania, Slovenia, Austria.

“Ritengo che l’offerta culturale della scuola sia ulteriormente arricchita da questa innovativa metodologia di insegnamento/apprendimento – continua la dirigente Vita – . Gli scambi  culturali si caratterizzano proprio perché fanno vivere esperienze uniche ai nostri studenti e facilitano notevolmente un’apertura mentale necessaria ai ragazzi del nuovo millennio”.

 

 


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