SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Caso De Barardinis, l’opposizione torna ancora all’attacco dopo la sospensione che ha visto colpire il dirigente pubblico a seguito della famosa denuncia del Corvo, sembrerebbe un consigliere di maggioranza.

“I consiglieri di opposizione Rosaria Falco, Marco Curzi, Giorgio De Vecchis, Flavia Mandrelli, Andrea Sanguigni, Antonio Capriotti, nell’esercizio delle proprie funzioni di controllo del corretto operare degli organi amministrativi e delle istituzioni comunali, ritengono opportuna una valutazione relativamente all’esito del procedimento disciplinare instaurato nei confronti dell’Avv. De Berardinis, stimato dirigente comunale, esito notificato a quest’ultimo il 9 maggio, con la comunicazione della sanzione irrogata, pari a 60 giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio”.

“Soprassediamo solo per ora sulla gravità della possibilità, dai più prospettata, che tale procedimento, come quello tutt’ora aperto, abbia preso le mosse dall’iniziativa “anonima” di un componente della maggioranza, la qual cosa basterebbe per smentire l’assenza di connessione e pertinenza della dibattuta questione del controllo pubblico sulla  Picenambiente, sollecitato con forza ed a norma di legge nella relazione alla delibera poi impugnata, e tutt’ora inapplicata, il cui estensore è proprio De Berardinis”.

“Appare chiaro che quest’ultimo sia considerato nell’ambito dei dipendenti-dirigenti del Comune di San Benedetto del Tronto persona scomoda ed indesiderata, sottoposta a molti atti e procedimenti che certo non depongono per un rapporto di fiducia e collaborazione tra dirigenti e dipendenti comunali, al fine precipuo della realizzazione del pubblico interesse. Nella motivazione della decisione del collegio disciplinare si respingono sdegnosamente i dubbi avanzati circa la terzietà ed imparzialità dello stesso e sul conflitto di interessi che invece appare palese tra la dirigente che presiede tale organo (Catia Talamonti ndr) e l’Avvocato De Berardinis, il quale aveva avuto modo di evidenziare l’incompatibilità della stessa, Presidente nominata dall’Ente nella partecipata, con il suo ruolo di dirigente all’interno dell’organico del Comune, con conseguente decadenza ex lege dal pubblico impiego”.

“I consiglieri di opposizione non possono che censurare l’esito del procedimento in oggetto, la cui motivazione è fumosa e densa di riferimenti normativi, dottrina, sentenze di merito e articoli della Costituzione, messi lì alla rinfusa ed in modo inconferente. Restano i fatti: il Comune sapeva benissimo dove sarebbe stato De Berardinis la mattina del 18 gennaio, in quanto nessun avvocato diligente tiene la parte rappresentata all’oscuro della data delle udienze che la interessano, dunque l’Avv. Ottoni, legale del Comune, aveva sicuramente comunicato all’ufficio legale la data dell’udienza nella causa per mobbing intentata dal De Berardinis stesso nei confronti dell’Ente”.

“Questi era obbligato a presenziare all’udienza in questione, ed anche questa circostanza non poteva non essere conosciuta almeno dall’ufficio legale del Comune. Quindi, a prescindere dalla successiva comunicazione di presenza in servizio da parte del dirigente, mancano del tutto il dolo o la volontà di trarre in inganno, o il raggiro da parte dello stesso, che aveva pieno titolo per usufruire di un permesso retribuito onde presenziare all’udienza e tutelare la propria posizione processuale. Cade ogni accampata accusa di sabotaggio al buon andamento dell’ufficio, come pure l’irreversibile inadempimento, il danno all’organizzazione, all’immagine ed all’onorabilità dell’Ente datore di lavoro: semplicemente il De Berardinis non poteva non presenziare all’udienza, e si vorrebbe far finta di non conoscere tale circostanza”.

“Manca certamente l’elemento dell’assenza del rispetto dell’orario di lavoro, cui lo stesso dirigente non è vincolato: egli aveva certamente impartito ogni istruzione ai propri sottoposti relativamente alle pratiche da trattare quella mattina, tanto è vero che non gli è stato contestato alcun inadempimento o negligenza nello svolgimento dei propri doveri d’ufficio, salvo poi citare nel provvedimento la scarsa produttività e l’assenteismo, mai contestati in precedenza, quali elementi da valutare nell’irrogare la sanzione. Insomma tutte chiacchiere pretestuose, volendosi in ogni caso, dato il clamore politico e mediatico sulla vicenda, che si pretende essere ingiustificato, e forse lo sarebbe se presa isolatamente la questione senza tutti gli annessi e connessi, irrogare una qualsivoglia sanzione onde ingenerare la convinzione nell’opinione pubblica, e magari anche negli organi giudiziari che presumibilmente verranno interessati della vicenda, che comunque una qualche rilevante infrazione, un qualche danno per l’Ente si sia realizzato, a causa del comportamento del dirigente.”

“Certamente, se qualche danno si è verificato o si verificherà, questo sarà dovuto all’uso spregiudicato ed arbitrario di un potere sanzionatorio, che lede, questo si, l’onorabilità e la credibilità dell’Ente, esponendolo nel futuro a possibili danni in termini risarcitori. Cosa che abbiamo cercato di evitare, a tutela di tutti i cittadini, con i nostri appelli e la inascoltata diffida al Sindaco ed al Rac, affinchè riportassero la situazione ad equità, o in caso contrario si assumessero tutte le responsabilità del mancato rispetto della legge, anche in termini risarcitori. Attendiamo con impazienza il secondo indegno atto di questo teatrino, che certamente non può definirsi edificante”.

 


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