SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La chiamano l’università di tutte le età ma dopo aver fatto un giro nella sede di Viale De Gasperi la sensazione, vivida, è quella di trovarsi di fronte a un circolo culturale vero e proprio: vivo, vitale, partecipato. Stiamo parlando dell’Utes, che nel 2018-2019 è arrivata al 30° anno di attività. Nata nel 1989 da un’idea del professore Giuseppe Lupi, negli anni, quella che è una vera e propria associazione culturale di primo piano, ha offerto corsi a centinaia di persone di tutte le età, nonostante l’Utes, spesso, venga associata alla terza età.

Noi abbiamo deciso di conoscere meglio la realtà sambenedettese e allora siamo andati a trovare Diana Lanciotti Zoboletti, moglie dello storico presidente della Samb, collaboratrice da 30 anni dell’Utes di cui, da sei anni a questa parte, è anche presidente. Ci riceve nel suo ufficio: la porta è sempre aperta ed è un via vai di persone, molto spesso iscritte ai corsi, che passano a salutarla.

Diana Lanciotti Zoboletti, a destra,  assieme alla sua collaboratrice Rossella Moscardelli. Sotto invece gli iscritti al corso di cinema durante una lezione

Diana Lanciotti Zoboletti, presidente dell’Utes. Ci racconta un po’ la sua avventura in questa realtà?

“Io ho iniziato nel 1989, agli albori dell’Utes quando fu fondata dal professor Lupi. Lo scopo iniziale, che perdura tuttora, era quello di offrire qualcosa da fare ai pensionati per non farli annoiare diciamo. Un’associazione vera e propria pensata per interessare le persone alla cultura”.

Ci spiega un po’ come siete organizzati a livello di corsi, numero di iscritti e struttura delle lezioni?

“La sede principale è qui a San Benedetto e poi abbiamo delle sedi distaccate a Carassai, Pedaso, Cossignano e Grottammare. Proponiamo 104 corsi diversi a partire da quelli culturali e poi quelli pratico creativi come pittura e ceramica passando per i corsi di lingue, di informatica, la ginnastica e tanto altro. Abbiamo 2300 iscritti e i corsi si attivano se ci sono un minimo di 12 persone che li seguono. Non si tratta di una vera e propria università visto che non ci sono esami, è prevista una prova finale solo per i corsi di lingue e informatica visto che per queste due materie rilasciamo degli attestati che sono validi ai fini curriculari”.

Facendo un giro tra le classi abbiamo notato che non ci sono solo anziani a frequentare i vostri corsi. Sfatiamo un mito quindi?

“Certo, l’età media dei nostri iscritti è di 40 o 50 anni. Abbiamo il record dell’alunno più anziano che si sia mai iscritto che è 92 anni ma in genere qui ci sono persone un po’ di tutte le età”.

Un (giovane) iscritto al corso di informatica

Quanto costa iscriversi a un corso? Quali sono i più gettonati?

“Le iscrizioni sono attive ogni anno da settembre e c’è una quota di ingresso di 20 euro e poi per tutto l’anno un corso, che dura 48 ore totali spalmate in due ore alla settimana da ottobre a maggio, costa dai 100 ai 130 euro. Dipende dalla materia. I corsi più frequentati sono sicuramente quelli di ginnastica ma anche il pc va forte: io stessa li seguo entrambi. Ma abbiamo anche attività parallele”.

Del tipo?

“Organizziamo in media una gita a settimana. Facciamo circa 50 visite guidate all’anno: siamo stati recentemente a Berlino e a Londra mentre questa settimana andiamo a Tivoli a visitare Villa Adriana. Spesso facciamo gite anche nei dintorni, sono molto apprezzate anche perché riusciamo a proporre dei prezzi agevolati agli iscritti”.

Organizzate anche degli spettacoli vero?

Certo, con il corso di teatro. Proprio giovedì 16 maggio alle 21 saremo al Palariviera con uno spettacolo di nostra produzione (il regista è Stefano Marcucci che tiene le lezioni di teatro ndr) che si chiama “Utes Express”. E’ ambientato in un treno e ci saranno oltre 240 attori-figuranti. Venite a vederlo”.

Traspare molta passione dalle sue parole. Che vuol dire per lei l’impegno nell’Utes?

“Stare qui per me è un modo di vivere ormai, è parte della mia vita. Lavorare per questa associazione ti fa sentire utile per gli altri. Quando le persone escono felici e contente da una lezione quella è vita. In fondo è lo scopo per cui è nata l’Utes: permettere alle persone di affrontare in maniera diversa il tempo che passa, combattendo la solitudine”.

 

Gli splendidi lavori degli iscritti al corso di ceramica

 


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