VICENZA – Tutto rinviato. Si terrà il prossimo 12 luglio l’udienza davanti al gip del Tribunale di Vicenza chiamato a giudicare l’oramai noto “caso Fanesi“, il tifoso della Samb che il 5 novembre 2017 riportò tre fratture craniche e diverse gravi contusioni dopo la partita Vicenza-Samb, tanto da essere ricoverato all’ospedale di Vicenza dove è rimasto per lungo tempo in coma.

Oggi, 26 aprile, era attesa l’udienza ma il giudice per le indagini preliminari non era presente e il suo sostituto ha deciso di rinviare il tutto. La tesi della famglia Fanesi è quella che Luca non sia caduto accidentalmente ma che le ferite siano state causate dall’azione degli agenti di polizia intervenuti per impedire che le due tifoserie arrivassero a contatto. Per questo l’avvocato Fabio Anselmo chiede di iscrivere nel registro degli indagati alcuni agenti del reparto mobile di Padova, mentre i due Pm, Barbara De Munari e Giovanni Parolin, si battono per l’archiviazione.

Il rinvio ha un po’ turbato Massimiliano Fanesi, fratello di Luca, giunto a Vicenza da San Benedetto e tornato poi nelle Marche senza un nulla di fatto. Ma l’ex calciatore della Samb non era solo: con lui anche una delegazione di tifosi aquilani che in questi anni stanno seguendo con molta attenzione il “caso Fanesi”, tanto che fuori dal tribunale di Vicenza hanno appeso uno striscione con su scritto: “Caduta accidentale, testa contro il marciapiede. Chi ci crede? No all’archiviazione, verità per Luca Fanesi”.


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