SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Pd di San Benedetto, alla vigilia della Festa della Liberazione, interviene attraverso una nota del segretario cittadino Edward Alfonsi. Nel mirino le celebrazioni istituzionali che, da quando c’è Piunti e l’amministrazione di centrodestra, hanno silenziato il canto popolare “Bella Ciao”, simbolo partigiano.

Di seguito la nota stampa di Alfonsi

“Il 25 Aprile è la festa della Liberazione dalla dittatura nazifascista dell’Italia. Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano”.

“Arrendersi o perire!” fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi.

Il 24 aprile gli alleati superarono il Po, il 25 aprile 1945 i soldati tedeschi e della repubblica di Salò cominciarono a ritirarsi. La sera del 25 aprile Benito Mussolini abbandonò Milano per dirigersi verso Como.

Il nostro Paese, grazie ad una lotta di popolo e con l’aiuto degli alleati si liberò dell’oppressore straniero con cui si allearono i fascisti italiani per restare al potere e percorrere un’idea folle di conquistare il mondo ed eliminare gli ebrei, i rom, gli omosessuali, in poche parole i diversi.

La data del 25 aprile fu scelta convenzionalmente e venne stabilita ufficialmente nel 1949. Il canto “Bella ciao” è diventato l’inno di ribellione contro il nazifascismo, canto simbolo, noto in tutto il mondo, della Resistenza italiana e unitarietà contro le truppe naziste.

Se noi oggi possiamo confrontarci liberamente ed anche litigare tra noi, lo dobbiamo a quelle donne e quegli uomini che hanno sacrificato la propria vita per gli ideali della libertà. Ora durante la Celebrazione del 25 aprile non lasciar cantare a chi vuole la canzone “Bella ciao” sembra proprio non voler rispettate la memoria di quelle donne e quegli uomini.

La questione che dietro la richiesta (non so fino a che punto legittima) di un’associazione che si sia opposta, il Comune di San Benedetto del Tronto, che sovvenziona la Banda cittadina, non dia l’autorizzazione ad eseguire le note della canzone “Bella ciao” è del tutto risibile.

Come ben sottolineato nel 2015 dal Presidente della Repubblica Mattarella, a Milano, in occasione dei tradizionali festeggiamenti: “[…] la Liberazione è un punto di connessione della storia del nostro popolo” e “non c’è equivalenza possibile tra la parte che allora sosteneva gli occupanti nazisti e la parte invece che ha lottato per la pace, l’indipendenza e la libertà. […] Pietà per i morti, rispetto dovuto a quanti hanno combattuto in coerenza con i propri convincimenti: sono sentimenti che, proprio perché nobili, non devono portare a confondere le cause, né a cristallizzare le divisioni di allora tra gli italiani” di oggi”.


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