GROTTAMMARE – Si parlerà di figli alla quarta conferenza dell’interessantissima serie che rappresenta un momento importante di riflessione e approfondimento sulle relazioni familiari all’interno della XXIV stagione culturale organizzata dall’Associazione culturale Blow up. L’appuntamento è per sabato 27 aprile alle ore 17.30 presso l’ “Ospitale – Casa delle Associazioni”, al Paese alto di Grottammare.

Dopo gli incontri dedicati all’analisi della struttura familiare (Franco Lolli), alle forme moderne della paternità (Roberto Cresti), alle luci e ombre della funzione materna (Alessandra Ferri e Barbara Montisci), è la volta del figlio. A parlarne sarà Luigi Clemente, docente e ricercatore di filosofia, a partire dall’analisi del film I figli degli uomini, diretto dal regista Alfonso Cuaròn nel 2006.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo di P.D. James, narra di un’umanità volta all’estinzione dopo che una misteriosa epidemia l’ha condannata alla sterilità, se non fosse per l’avvento di un redentore portato miracolosamente in grembo da una giovane donna di colore in fuga da un’Inghilterra dispotica dominata da stanchezza e depressione, intolleranza e segregazione razziale.

Sulla base di alcune sequenze del film, Clemente proverà a problematizzare la questione del figlio in una prospettiva critico-culturale, passando in rassegna diverse interpretazioni filosofiche che ne sono state date (da Nietzsche a Lévinas, passando per Capitini e Jonas) e cercando di mostrare come attorno ad essa ruoti gran parte del discorso religioso contemporaneo e del senso da “fine del mondo” che lo accompagna: se è vero infatti che le religioni storiche sembrano essere andate in crisi, è altrettanto vero che l’uomo contemporaneo vive la propria esperienza, di sé e dell’Altro, in una prospettiva da fine dei tempi, rispetto alla quale i “figli degli uomini” sembrerebbero fungere da catalizzatori delle sue fantasie di futura rinascita o di estinzione definitiva.

Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo conviviale con il contributo di “Zona Franca” – Locanda di confine e “Germogli” – Negozio biologico.

Luigi Francesco Clemente è docente di Storia e Filosofia nei Licei. Dottore di ricerca in Filosofia e Scienze Umane presso l’Università degli Studi di Perugia, ha tradotto e curato diverse opere filosofiche, tra le quali Etica del Reale (Orthotes, 2012) di Alenka Zupančič, La voce del Padrone (Orthotes, 2014) di Mladen Dolar, Lacan (Orthotes, 2016) di Alain Badiou, Marx a rovescio (Mimesis, 2017) di Bruno Pinchard, e, con Franco Lolli, Patologia della libertà (Orthotes, 2015) di Günther Anders. Svolge inoltre attività di docenza presso l’Irpa (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) di Grottammare. Lo scorso anno ha pubblicato sempre con la casa editrice Orthotes il suo libro “Lacan e il buco del sapere”, un percorso che conduce al cuore di un importante dibattito avvenuto nel corso degli anni Sessanta del XX secolo. I protagonisti sono la psicoanalisi di Jacques Lacan e la filosofia di Paul Ricœur, l’oggetto conteso è l’interpretazione dell’inconscio freudiano.

A maggio si svolgerà poi un’ulteriore serata di approfondimento sull’evoluzione storico-antropologica della famiglia.

L’ingresso è gratuito con tessera alla Federazione Italiana Cineforum 2018-2019, rilasciata dall’Assocazione Blow Up al costo di 7 euro e che può essere sottoscritta rapidamente all’ingresso, tessera studenti 5 euro.


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