SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  San Benedetto va verso il cambiamento del regolamento che definisce criteri e modalità per l’assegnazione degli alloggi popolari. L’atto si è reso necessario a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale del 27 dicembre 2018, la numero 49, che è andata a modificare l’assetto del quadro normativo sulle politiche abitative risalente al 2005.

In questo senso, nel pomeriggio dell’8 aprile si è riunita la commissione Politiche Sociali, presieduta dalla consigliera Mariadele Girolami e che ha visto anche una relazione tecnica dell’assessore di riferimento Emanuela Carboni. Ai consiglieri è stata proposta una bozza del nuovo regolamento che, a grandi linee dovrebbe essere quello che andrà al voto del consiglio visto che si è deciso per alcuni, minimi, emendamenti.

Tra le novità e i cambiamenti principali del vecchio regolamento comunale, risalente al 2008, c’è l’introduzione di una serie di nuovi criteri per l’assegnazione degli alloggi fra cui il requisito necessario di risiedere o lavorare nelle Marche da almeno 5 anni consecutivi, un requisito che si aggiunge a quello già in vigore con le vecchie regole di avere la residenza o lavorare nel Comune di San Benedetto al momento della domanda.

Tra le novità c’è anche l’introduzione di un limite all’accesso: chi fa domanda, infatti, non dovrà possedere una quota di proprietà di una casa superiore al 50%, ovunque essa sia ubicata, a patto che questa abitazione sia idonea, per metratura, a ospitare il nucleo familiare e agibile.

Nei casi sopra esposti, a grandi linee, si tratta di misure direttamente figlie della nuova normativa regionale. In alcuni punti del nuovo regolamento, però, c’è anche la mano del Comune di San Benedetto che, ad esempio ha previsto una serie di punti in più, finalizzati a formare la graduatoria, per chi ha nel nucleo familiare degli anziani, dei disabili e dei minori sotto ai 14 anni. Tra le novità anche un maggior punteggio (4 punti introduce il nuovo regolamento) per chi vive nei cosiddetti alloggi “impropri” ovvero roulotte o camper, spesso persone in stato di disagio sociale, come anche alcuni fatti di cronaca degli ultimi anni hanno confermato.

 


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