MONTEPRANDONE – Lo schieramento di partenza inizia a delinearsi: per il Partito Democratico c’è Orlando Ruggieri come candidato sindaco (con Emerenziana Cappella come vice), Sergio Loggi con un raggruppamento civico di orientamento di sinistra-centro (con lui anche Marino Lattanzi e i suoi?). Dissolto il M5S, occorre capire adesso chi occuperà la scena dell’area civica e di centrodestra.

Si era parlato nelle settimane scorse anche di un avvicinamento del M5S a figure come quella di Bruno Giobbi, ex presidente della Pro Loco (sostituito da poco da Stefano Caponi), con appoggio eventuale di personaggi politici noti e qualche pentastellato.

La vicenda che ha condotto Ruggieri a sindaco di sembra speculare e contraria a quanto avvenne nel 2009, quando a spuntarla dalle non-primarie fu l’attuale sindaco Stefano Stracci. Allora il sindaco in carica, Bruno Menzietti, si ritirò dalla contesa (stavolta lo ha fatto il vice, anche se Loggi ha deciso di gareggiare per conto suo); e Ruggieri evitò la sfida delle primarie con Stracci, lasciandogli campo libero.

Stavolta l’evoluzione è ancora più complicata perché tra i due sfidanti vi sono state parole che hanno condotto Ruggieri a delle scuse pubbliche, con l’epilogo di rimettere insieme, senza voto delle primarie, chi si è scusato e chi le scuse le ha ottenute. L’epilogo è strano perché quando Loggi si ritirò a Monteprandone in molti erano convinti che le primarie non si sarebbero fatte e che Ruggieri sarebbe stato il candidato sindaco, tanto che lui stesso chiese a Cappella di ritirarsi entro il 20 marzo.

Alla fine è andata così: evidentemente l’esperienza e l’arte della politica, a Ruggieri, non mancano.


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