Foto Riviera Cool, tratte dalla pagina Fb “Nanà, la Collina in libertà” 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono giorni “frenetici” per la Riviera. In piazza Mar del Plata si stanno allestendo giostre e la ruota panoramica. Attrazioni per celebrare il ritorno della primavera e l’avvicinarsi dell’estate. Mentre sembra imminente la riapertura di quella che un tempo era la discoteca per eccellenza della Riviera, l’ex Atlantide (clicca qui).

Argomento molto discusso, forse anche troppo, quello della ruota panoramica, manco fosse quella di Londra (con tutto rispetto per organizzatori, Comune e a coloro che si sono ‘appassionati’ alla vicenda). Perdonate il semplice pensiero di un (quasi) 33enne.

Comunque, se fatta bene, l’iniziativa riscuoterà probabilmente un discreto successo per le famiglie e bambini al seguito. Inoltre la struttura, a due passi dalla passeggiata del Molo Sud, attrarrà tanti cittadini e forestieri.

“Va bene le famiglie ma i giovani? Vogliamo pensare anche a loro?”. Più o meno era questo il pensiero comune di chi non ha mai guardato di buon occhio la ruota panoramica come possibile attrazione principale della città. Una Riviera delle Palme che negli anni precedenti era presa d’assalto da giovanissimi di tutta Italia per tutta l’estate grazie a vari eventi e strutture capaci di contenere un grande afflusso di persone.

Ciò ha risvegliato un po’ di amarcord che abbiamo “assaporato” nel 2016, quando dedicammo spazi a locali che per varie generazioni furono veri e propri punto di riferimento: Misus, Da Luigi e Ghibli/Sugo. Ma a San Benedetto, e dintorni, negli anni ’90 e 2000 erano molti gli spazi di aggregazione estivi per ragazzi e ragazze. Brani a tutto volume dei Dj più noti del momento. Luoghi dove sono nati amori sfociati in matrimoni, amicizie che durano ancora oggi e altre “esperienze di vita”.

Uno di questi locali era sicuramente il “Nanà, la Collina in libertà”. Dieci anni fa era molto gettonato tra i giovani dell’epoca ma non solo. Situata in Contrada Santa Lucia Alta, lontano dalla città, era una struttura capace di accogliere moltissime persone, e con una vista-mare da favola. Musica e divertimento tutta la notte. Facebook era stato appena scoperto (e ancora poco utilizzato) e i cellulari catturavano le prime “emozioni” con scatti e filmati non proprio nitidissimi. WhatsApp e Instagram non pervenuti. In tanti si recavano, con auto (spesso accompagnati dai genitori) e scooter, all’interno dell’Arena. Si ballava ma si poteva anche cenare. Si andava in comitiva, si andava a cercare l’anima gemella, si andava per condividere una festa. Una struttura “gagliarda”, molto grande, completamente all’aperto ed invidiata anche da altri titolari di rinomate discoteche in tutta Italia. Dj all’opera fino all’alba con i brani del momento che riecheggiavano nel cielo.

A confermare tutto ciò è Gino Palestini, contattato da Riviera Oggi per ‘rimembrare’ gli anni d’oro del Nanà: “Insieme a Natalino Mori, Mario Fagioli, Gianni Schiuma e ad altri venne alla luce questa bellissima creatura. Erano anni in cui San Benedetto era invasa da targhe straniere, turisti che affollavano spiagge e alberghi. Gli eventi a San Benedetto erano molteplici: Maremoto, le vere Notti Bianche con la discoteca sulla spiaggia vicino l’Albula, i Summer Games all’ex camping, giusto per citarne alcuni. E i locali erano veri e propri contenitori di gente, proprio come il Nanà”.

Una gestione invidiata e ammirata anche da altre parti d’Italia ed Europa: “Mi ricordo – afferma sempre Palestini – che realtà come Riccione, Rimini, Roma ma anche località europee, rimanevano incantati dalla struttura. Una splendida Arena dove il sano divertimento regnava sovrano. Molti del settore, che venivano da altre località anche rinomate, avrebbero fatto carte false per avere un posto del genere. Si lavorava sodo ma era gratificante vedere molta gente ballare e divertirsi attraverso la musica e l’animazione. Da noi si celebravano compleanni e altre cerimonie. Oltre ai soldi si guadagnavano sorrisi e complimenti di vario genere”.

Le regolamentazioni, per l’ordine pubblico, erano ben diverse rispetto ad oggi: “C’erano le prime sperimentazioni ma ci sanzionavano senza pietà per qualsiasi cosa – dichiara, amareggiato Palestini – Noi provvedevamo alla sicurezza anche con l’ausilio della vigilanza privata e cercavamo di relazionarci con le scuole del territorio, durante le assemblee d’istituto, per insegnare un divertimento sano. Ovviamente qualche mela marcia c’era sempre, come in ogni luogo e struttura, ma provvedevamo ad allontanarle immediatamente. Era, ed è stato, difficile continuare per sanzioni troppo dure che dal punto di vista economico ci costavano davvero molto e scoraggiavano ad andare avanti. Eravamo, come altre discoteche fuori città, dei veri e propri contenitori che salvavano i centri abitati. Ora il problema è diventato il centro poiché ‘sovraccarico’ a causa della nascita di molti locali ma in passato ci si lamentava dell’assenza e si contestavano le discoteche. Paradossale”.

La Riviera potrebbe tornare ad ospitare locali del genere? Gino Palestini ha un suo pensiero: “La società è cambiata, questo è innegabile, ma il problema lo vedo nei Comuni. Amministrazioni che non hanno saputo preservare questi luoghi che richiamavano gente da tutta Italia e preservavano il centro da vandalismo e altri problemi. Ho sempre pensato che spegnere la musica non serva a nulla. Anzi, ti crea più disagi perché poi alcuni giovani, non sapendo cosa fare e dove andare, commettono danni al decoro urbano e comportamenti non idonei. Giusto preservare la città da abuso di alcool e altro ma per limitare ciò non bisogna solo distruggere“.

“A San Benedetto non servono solo restrizioni ma anche locali ed eventi che facciano risplendere la città come un tempo altrimenti il turismo diventerà ancora più pendolare di come è adesso e la Riviera sarà solo una destinazione di passaggio. Il problema è che molti amministratori si preoccupano a perdere il consenso e non danno fiducia a chi vuol innovare o dare un utile contributo, si spaventano subito davanti alle proposte. San Benedetto – aggiunge Palestini – è una vera miniera per quello che può dare ma non viene sfruttata come si deve. E’ una Ferrari ma viene manovrata come fosse una Panda. Davvero un peccato. Non avrebbe nulla da invidiare a Riccione e Rimini”.

In tanti, sicuramente anche dopo quest’articolo, saranno avvolti da nostalgia e molti ricordi e magari potrebbero invogliare ad organizzare una serata ‘Amarcord’ come avviene da un paio di anni con il Why Not: “Un revival? – si domanda Gino Palesini – Sono un sognatore, sarebbe davvero bello se ciò accadesse ma sono anche sfiduciato da tutto quello che c’è attorno, politica in primis. Sono rimasto troppo scottato e quando terminò l’avventura del Nanà ho finito per soffrire di depressione. Mi rinfranca sapere che diversi collaboratori, all’epoca giovanissimi, ora hanno un’attività tutta loro. Abbiamo fatto da buon apprendistato, dà soddisfazione”.

Nel frattempo i ricordi (e per fortuna anche qualche scatto e filmato) rimangono e un sorriso misto a malinconia sbuca sui visi di molte persone, una volta giovani e ora uomini e donne.

Video tratto dal canale YouTube Mangaweb

Il Nanà ora è nudo e “spoglio” ma ha comunque regalato momenti di svago e relax che non si possono facilmente dimenticare. E che non dovrebbero essere, appunto, cancellati.


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