SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  L’ennesima camomilla di un pari, il 17esimo in stagione per la Samb, adesso regina del segno X del girone, forse nasconde anche qualcosa di peggio. Un ambiente sempre più demotivato, unito alle dichiarazioni di rottura del presidente non fanno presagire un finale di stagione facile.

Eppure i rossoblu,  nel primo tempo della sfida contro la Virtus, non erano partiti neanche male. Questo considerando il valore, tecnicamente non la fine del mondo, ma soprattutto il momento dell’avversario che, dopo un avvio di stagione molto difficile, è adesso in netta fase di ascesa. Mettere Ilari fra le linee e Russotto piuttosto avanzato, è una mossa che paga e Magi, al debutto dopo il ritorno in sella sulla panchina lasciata libera da Roselli, va all’incasso trovando un meritato gol del vantaggio nel primi 20′.

Poi, però, qualcosa si rompe: la squadra comincia a rintuzzare all’indietro, davanti fa sempre più fatica e perde le distanze fra i reparti aggiungendoci, specie nella ripresa, una bella dose di timore che qualche spettro di inizio stagione lo evoca fra gli spalti.

Nel post partita il mister parlerà di squadra slegata e in difficoltà fisica, sensazione in qualche modo avallata anche da Mirko Miceli che si presenta in sala stampa pronunciando parole da capitano, prendendosi la colpa del gol subito, ma mettendo praticamente anche la mani avanti con un “pensiamo prima alla salvezza” che temiamo possa essere la bandiera bianca dello spogliatoio il quale, fra cambi di mister traumatici in una stagione sempre più maledetta, potrebbe aver perso il mordente per credere in qualcosa di più.

La classifica però dà sempre la Samb al decimo posto e dentro ai playoff anche se l’ambiente non sembra di quelli più adatti per continuare a lottare con serenità. Non tanto per i fischi dei tifosi, giustificati, a fine partita. Quanto per le dichiarazioni di resa incondizionata che arrivano pure dal presidente Fedeli, che abbandona lo stadio che l’arbitro che non aveva neppure staccato il fischietto dalla bocca e che in serata, ai nostri microfoni, lancia grandi ombre sul futuro della società annunciando di aver chiuso con la squadra. Insomma, la Samb si avvicina all’ultima lunga trasferta di stagione, contro l’ambizioso Sudtirol, e in generale allo sprint finale in condizioni abbastanza preoccupanti. Non c’è da stare allegri come abbiamo suggerito nel titolo.


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