SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le barriere fonoassorbenti lungo la ferrovia Adriatica stanno arrivando: il Comune si muova al più presto o sarà troppo tardi. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai componenti del Comitato Barriere Antirumore di via Trento Gianluigi Scaltritti (ex deputato di Forza Italia) e Paolo Virgili (ex assessore di Rifondazione Comunista), durante un incontro con la stampa che segue a distanza di un mese e mezzo dal precedente incontro.

“Il Comune si attivi perché nel mese di aprile il progetto di Rfi di installare pannelli fonoassorbenti lungo la Ferrovia Adriatica, in tutte le Marche, sarà ultimato. A quel punto le Amministrazioni Comunali saranno informate e dovranno avviare delle Conferenze di Servizi per valutare i progetti in base ai piani comunali urbanistici, ambientali, storici ed edilizi per apportare, entro 60 giorni, le opportune modifiche senza necessità di ulteriori procedure e approvazioni” scrivono nella nota. Tradotto: ad aprile anche San Benedetto (ma anche Grottammare) saranno investite dal progetto di Rfi e a quel punto sarà necessario attivarsi in fretta per comunicare a Rfi le modifiche al progetto presentato.

“Il decreto del Ministero dell’Ambiente del 2000 imponeva un iter secondo il quale, entro il 2018, Rfi dovevano realizzare pannelli antirumore ovunque. Siamo già oltre tempo massimo – commenta Scaltritti – Tuttavia abbiamo notato, da parte di alcune amministrazioni e da alcuni cittadini, come questa idea sia osteggiata e ciò ha dato lo spunto da parte di Rfi di prendere del tempo, a fronte di un investimento oneroso come quello delle barriere, e pensare ad una modifica legislativa, con tempi che sarebbero lunghissimi”.

“Esistono barriere trasparenti, con il fotovoltaico – continua – Occorre intervenire in conformità ai piani urbanistici, edilizi e acustici, a seconda anche degli intendimenti dei cittadini: è demagogico il No a prescindere, perché chi le vuole è giusto che sia protetto dal rumore, come quasi tutti in via Trento, mentre chi è contrario non deve subire questa opera”.

C’è però la questione politica, ovvero il ruolo dell’Amministrazione Comunale e dei rappresentanti istituzionali del territorio: “Al sindaco abbiamo scritto, ma non abbiamo ricevuto risposta” spiegano in coro. “Una Amministrazione Comunale che su questo è assente non è tollerabile. Quanto meno servirebbe un passaggio in Commissione consiliare con dei tecnici che spieghino questo intervento. Se non lo fa il Comune saremo costretti ad attivarci noi”.

Paolo Virgili ha anche avuto modo di parlare col senatore del M5S Giorgio Fede: “Lui ha detto che assume le posizioni di Rfi, ovvero favorisce un intervento più oneroso ma anche più lontano, con il cambiamento delle ruote dei treni che procurano meno rumore e con un cambio legislativo. Ma vediamo tempi lunghi e di difficile attuazione”.

In un eventuale incontro pubblico, Scaltritti e Virgili contatteranno anche i consiglieri comunali e regionali del territorio. Scaltritti ha già parlato con Piero Celani e Fabio Urbinati.

“Non si fa il sindaco per prendere uno stipendio ma per risolvere i problemi della città – conclude Scaltritti – Prima alcuni sindaci parlavano troppo, adesso parlano troppo poco”; e ne ha anche per i consiglieri comunali: La politica non è solo carriera ma anche fare qualcosa per la città, occorre anche dire basta, non si può prendere solo schiaffi in faccia” conclude, ricordando come già nel 2004, quando era deputato, riuscì ad inserire San Benedetto, assieme a Genova e Reggio Calabria, in un progetto pilota contro l’inquinamento acustico: “Era un investimento di 25 milioni ma dopo gli asfalti fonoassorbenti tutto saltò con la caduta dell’Amministrazione Martinelli: però già eravamo in tempo per le barriere lungo la ferrovia”.


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