SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto Marche ha organizzato una serie di incontri volta alla formazione socio-politica dei cittadini. Per conoscere meglio questa iniziativa abbiamo intervistato Franco Veccia, responsabile dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale, del Lavoro e dell’Economia.

Come è nata l’idea di costituire una scuola di formazione socio-politica?
L’idea è nata dopo un incontro con la Commissione Regionale della Pastorale Sociale, dove ci si è confrontati sull’importanza della formazione all’impegno socio-politico, come una manifestazione per coniugare fede e vita. Siamo stati inoltre sollecitati dal nostro Vescovo Carlo Bresciani per proporre una formazione nella nostra Diocesi basata sulla Dottrina Sociale della Chiesa. Ci siamo incontrati con Fernando Palestini come uffici diocesani di pastorale Sociale e della Cultura con l’intento di collaborare per portare avanti una possibile Scuola Diocesana di formazione all’impegno socio-politico. Subito sono emerse delle domande fondamentali: Quale educazione alla fede viene proposta nelle nostre comunità cristiane? L’esperienza cristiana è in grado di generare persone adulte nella fede, consapevoli che essa investe tutti gli aspetti della vita? La novità introdotta dall’annuncio cristiano è in grado di suscitare un impegno civile, sociale, culturale fino all’espressione più alta di carità, indicata da Papa Francesco: il contributo alla costruzione del bene comune?

Qual è il fine della scuola di formazione socio-politica?
Lo scopo ci è stato ben indicato dal nostro Vescovo Carlo, quando, invitando le Associazioni e gli Enti ispirati dalla Dottrina Sociale della Chiesa (Coldiretti, Cisl, Confartigianato, Banco Alimentare, Confcooperative, SOS Missionario, Progetto Policoro, Mlac, Scuola di Formazione Teologica, Azione Cattolica, BBC, Unione cristiana imprenditori e dirigenti, Acli, Caritas Diocesana) ad organizzare insieme questo percorso, ha detto: “Siamo di fronte a una crisi sempre più profonda del tessuto sociale e alla necessità di formare persone che ispirate da principi cristiani, possano inserirsi con competenza professionale nei vari settori socio-politici della vita civile. Lo scopo è quello di formare persone (soprattutto giovani e giovani adulti, ma non esclusivamente) a comprendere che l’impegno nel socio-politico, se rettamente e cristianamente ispirato, non solo è parte della vita cristiana, ma è anche un vero servizio alla società e quindi a tutti gli uomini che la compongono”.

Contributo specifico che i cattolici possono offrire?
Non possiamo dimenticare che la politica è l’arte di governare la società, è responsabilità e cura dell’altro, è far diventare i “singoli” una comunità di cittadini. E per la Chiesa è vocazione, è una forma di amore, di servizio, come ricordava Paolo VI, per costruire il Bene Comune, porre al centro delle scelte la dignità della Persona, governare attraverso la sussidiarietà e la solidarietà. I cattolici , con la grazia di Dio e con l’impegno personale e comunitario hanno la capacità di incarnare questi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa ed oggi il nostro contesto socio-politico ha necessità di incontrare questa testimonianza.

In che modo la Scuola diocesana di formazione socio-politica si raccorda con il cammino di fede di tutta la diocesi?
“Non muri, ma ponti” è il tema di questo anno pastorale diocesano. L’intento è proprio quello di contribuire con questa iniziativa a diventare costruttori pazienti di ponti di bene comune, di dignità umana, di solidarietà e sussidiarietà. Ed è qualcosa di cui, non solo la Chiesa, ma anche la nostra società ha estremamente bisogno.


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