SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ il caso politico del 2019. La sospensione del Dirigente Roberto De Berardinis tiene banco in tutta la città per i collegamenti fra il caso e la delibera pro controllo pubblico di Picenambiente, la cui presidente Catia Talamonti è firmataria del provvedimento disciplinare contro il collega. Alla situazione, già esplosiva di per sé, si aggiunge la circostanza che a denunciare il dirigente per presunto assenteismo dal posto di lavoro sia stato un consigliere di maggioranza.

Sulla questione abbiamo sentito il consigliere di opposizione (Gruppo Ripartiamo da Zero) Giorgio De Vecchis. Di seguito la nostra intervista.

Il caso di De Berardinis è letteralmente deflagrato nella politica locale. Che opinione si è fatto De Vecchis di questa faccenda?

“Un dirigente è stato fatto oggetto di una procedura che ha come esito finale il licenziamento disciplinare, al momento è sospeso senza stipendio in riferimento alla legge sui furbetti del cartellino. Dobbiamo farci un po’ di domande. Quella legge è nata per stroncare in flagranza chi non rispettava l’orario di lavoro e che, spesso con sotterfugi, frodava le rispettive amministrazioni. Nel caso di San Benedetto però dobbiamo fare una riflessione sulla natura dell’incarico da dirigente di De Berardinis”.

In che senso?

“Il dirigente non è soggetto a vincoli d’orario e non lo dico io ma l’articolo 22 del contratto collettivo per questo specifico comparto del 2010. Il contratto dice che non è prevista quantificazione oraria nel lavoro di un dirigente, a cui spetta l’organizzazione del suo tempo di lavoro in funzione del raggiungimento degli obiettivi. Il dirigente, in pratica, non è soggetto a vincoli di orario. Appurato questo c’è probabilmente stato un errore di De Berardinis, che pensava di non essere in ufficio il 18 gennaio per motivi di servizio perché presenziava a una causa che lo vede coinvolto con lo stesso Comune di San Benedetto. Ma questo errore non è nelle fattispecie del decreto che persegue chi fa danni all’ente. A mio avviso qui non c’è nessun danno al Comune, non c’è nessuna possibile sottrazione di orario. E in più non c’è dolo”.

Le chiedo ancora di spiegare. Perché non ci sarebbe dolo?

“Non siamo nella fattispecie della flagranza prevista dalla legge e  siamo in assenza di dolo perché il comune sapeva esattamente dov’era De Berardinis a quell’ora il 18 gennaio, in tribunale dove c’era anche l’avvocato dell’ente. Il procedimento è del tutto sproporzionato e per me porterà inevitabilmente ad una reintegra del dipendente qualora venisse licenziato e al risarcimento danni”.

Lei e altri quattro consiglieri avete firmato, in queste ore, una diffida indirizzata a Piunti e al segretario comunale ad interim Antonio Rosati, che è anche responsabile anticorruzione. Perché?

“Perché ci sono altri aspetti da considerare, bisogna tenere conto del Decreto Spazza corrotti il quale dice che, in caso un dipendente della Pubblica Amministrazione evidenzi un’illegalità e per questo venga perseguitato deve essere tutelato dal licenziamento dal Rac (il Responsabile Anticorruzione). In questa vicenda, infatti, ci sono situazioni di conflitto di interessi e di incompatibilità conclamati. Lo abbiamo fatto perché il Comune prenda subito i provvedimenti che devono essere presi a tutela di un dirigente che potrebbe essere oggetto di persecuzione. Nell’atto invitiamo anche tutte le autorità che si devono attivare, non è possibile che in una Pubblica Amministrazione si scenda così in basso”.

Quando parla di conflitto di interessi lei si riferisce alla dirigente Catia Talamonti, che ha firmato la sospensione di De Berardinis? Perché sarebbe conclamato il conflitto?

“Certo, il conflitto di interessi della Talamonti è dichiarato da lei stessa. Sono in possesso di una e-mail, regolarmente ottenuta tramite esercizio del diritto di accesso agli atti in capo a un consigliere comunale, in cui Talamonti chiede a un altro dirigente comunale di convocare l’Ufficio Procedimenti Disciplinari (Talamonti ne è presidente n.d.r.)  per il 1° di aprile (data in cui è stata fissata l’udienza a cui comparirà De Berardinis n.d.r.) in quanto lei stessa ha rilevato conflitto di interessi in capo a sé nella questione”.***

*** In data 19-03-2019 il consigliere è intervenuto di nuovo contattando la nostra redazione e chiarendo che il conflitto di interessi dichiarato dalla dirigente Talamonti nella e-mail in suo possesso era riferita a un altro e diverso procedimento disciplinare in corso in quei giorni. (clicca qui)

Quali sono le responsabilità dell’Amministrazione in questa faccenda, considerata anche la circostanza che sarebbe stato un consigliere comunale di maggioranza a denunciare De Berardinis?

“Il Sindaco è assente anche quando è presente, ma in questo caso sembra quasi che abbia scelto di far partire il procedimento mentre era in Russia. Ha fatto una nota stampa in cui si preoccupa dei dettagli della questione trapelati sulla stampa, una cosa che lascia pensare che ne sia a conoscenza”.

Quindi lei sta dicendo che Piunti era a conoscenza di tutto?

“Io sto dicendo che è scandaloso che una Pubblica Amministrazione sia così alla deriva. Se Piunti non era a conoscenza di quello che stava succedendo ha in ogni caso la responsabilità oggettiva in tutti i sensi. Se non ne era a conoscenza deve sollecitare gli organi preposti a fare chiarezza. In più voglio fare un appello ai consiglieri di maggioranza chiedendo loro di reagire a questo stato di cose per amore dei liberi cittadini che credono ancora a uno Stato di diritto”.


Copyright © 2019 Riviera Oggi, riproduzione riservata.