Non conosco la vicenda se non da quanto appreso dalle cronache giornalistiche e dalle dichiarazioni di alcuni consiglieri con una ricchezza di dettagli del tutto inusuale per un procedimento disciplinare in corso: così il sindaco Piunti, di ritorno dalla missione a Mosca, ha commentato la vicenda che ha portato alla sospensione dal servizio del dirigente dei Servizi Sociali Roberto De Bernardinis.

Vicenda che, secondo taluni, ha diversi ordini di mistero. Certo è che se qualcuno ha sbagliato, a norma di legge, andrà valutato e su questo, come si suol dire, non ci piove. E su questo il sindaco – qualsiasi sindaco – fa bene a non esprimersi, non essendo di propria competenza esprimersi sulle riunioni dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari presieduto da Catia Talamonti, specie quando non emergono forzature della procedura.

Ma torniamo al nostro ruolo di cronisti: “Ricchezza di dettagli del tutto inusuale per un procedimento disciplinare in corso”. Non sappiamo se sia così ma è pur certo che non ci limiteremo al ruolo di passacarte – o di copia e incolla, per stare ai tempi – perché a nostro avviso potrebbero essere ben altri gli elementi inusuali in questa storia. E non ci riferiamo di certo ad eventuali provvedimenti disciplinari giustificati da attente valutazioni dei comportamenti contestati (al momento tutti da dimostrare, ovviamente).

Forse questa città merita furibonde discussioni sulle ruote panoramiche e le giostre, quelle sì, con ricchezza di dettagli se non inusuali e inutili? Forse meritiamo di vivere in un paesotto, a moccicate di pane e a colpi di circo? O piuttosto non sarà compito della politica, e anche della stampa, cercare anche in questa vicenda di affiancare l’uno all’altro tutti i dettagli faticosamente raccolti per giungere ad una maggiore definizione della figura generale, e dunque alla ricerca della verità?

 


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