SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consiglio comunale di San Benedetto, che si riunirà il prossimo 23 marzo rischia di essere celebrato a puntate. L’ordine del giorno, infatti, è affollatissimo con 23 punti che dovranno essere esaminati, discussi e votati dall’assise e perciò l’assemblea potrebbe essere “spezzata” e riprendere qualche giorno più tardi dall’interruzione.

Il menù della riunione, infatti, prevede due interrogazioni ( di Tonino Capriotti sulle spese del cartellone natalizio e Bruno Gabrielli sul mercatino di Natale di Porto D’Ascoli), un’interpellanza (quella di Capriotti sul “caso” del Centro Eleonora) poi oltre 10 punti che riguardano il bilancio di previsione, scadenza di legge a cui il comune deve ottemperare.

Restano poi tutta un’altra serie di punti, sei per l’esattezza, tra cui un atto di Domenico Pellei  (Udc) che chiede la verifica di legittimità costituzionale del decreto Salvini, le mozioni del gruppo Falco-Curzi-Gabrielli su Sottostazione, disoccupati e la soppressione del servizio risposte alcologiche oltre ad altre due mozioni: quella di Valerio Pignotti (Forza Italia) sul potenziamento delle forze dell’ordine in Riviera e quella di Pasqualino Marzonetti per l’istituzione di un cimitero per animali domestici a San Benedetto. Tutti punti, questi ultimi, che potrebbero essere trattati, in caso di sospensione, entro qualche giorno.


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