ASCOLI PICENO – “Più che la quantità della violenza di genere, bisogna comprendere la ‘qualità’. Bisogna far uscire dalle mure domestiche le gravi situazioni che sfociano in aggressioni come avvenuto di recente e denunciare questi atti vili”.

Così il Colonnello, e Comandante, del Comando Provinciale di Ascoli, Ciro Niglio, nella mattinata del 15 marzo: “Dobbiamo dire grazie alle vittime perché con il loro coraggio hanno abbattuto un muro importante. Grazie alle Procure che hanno dato riscontro ai nostri successivi accertamenti sugli ultimi fatti avvenuti ad Ascoli, San Benedetto e Grottammare. Vorrei presto ringraziare anche i vicini delle vittime perché anche il loro contributo può dare una grande mano alle Forze dell’Ordine, e in primis alle vittime – prosegue – abbiamo comunque realizzato un decalogo per contrastare le violenze di genere. Vorremmo che non accadessero più questi episodi ma purtroppo non possiamo prevederli però possiamo combatterli. Non bisogna arrivare a prendere oltre 40 giorni di prognosi o della benzina addosso. Tutto ciò potrebbe portare al femminicidio e noi non vogliamo assolutamente arrivarci. Nella vita bisogna, oltre, imparare, a dire di no. Le violenze fisiche o verbali non sono mai da giustificare. Bisogna rivolgersi ai Centri Antiviolenza e alle Stazioni del territorio in questo caso”.

“Dobbiamo incoraggiare le vittime a denunciare ma anche i conoscenti che sanno che qualcosa non va – afferma il Maggiore Pompeo Quagliozzi – noi siamo a disposizione, come i Centri Antiviolenza del territorio, per aiutare chi ha bisogno. In questi casi, ovviamente, è molto meglio prevenire che curare. Molte vittime non chiedono aiuto per vergogna o privacy. Il nostro consiglio, però, è di recarsi alle Stazioni o ai Centri, ai primi segnali che portano sempre ad un atto grave come successo in questi giorni. Abbiamo constatato che prima delle aggressioni note, c’erano stati altri comportamenti non idonei. Per denunciare stalking non bisogna arrivare alla violenza o all’incontro fisico. Basta rendersi conto di avere ansia e timore e che lo stile di vita, la tranquillità, in qualche modo è stata cambiata. Ripeto, non bisogna attendere per forza la fatalità”.

L’Appuntato Iolanda Gagliazzo aggiunge: “Importante il lavoro dei Centri Antiviolenza poiché pensano anche alla tutela dei minori, molto spesso invischiati in queste delicate situazioni. C’è con loro un rapporto di collaborazione che sta funzionando molto bene”.

Il decalogo diramato dai carabinieri (clicca qui)


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