SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Denunciato tramite una lettera consegnata in busta chiusa e firmata ai lembi da un consigliere comunale la cui identità, per ora, rimane segreta. Si tinge di giallo il provvedimento che ha colpito mercoledì 13 marzo il dirigente Affari Generali del Comune di San Benedetto, Roberto De Berardinis, il quale è stato sospeso dal servizio senza stipendio perché avrebbe (condizionale è d’obbligo) attestato il falso circa le sue presenze in ufficio.

DE BERARDINIS E PICENAMBIENTE A scaldare ancora di più lo scenario, il fatto che a firmare l’atto di sospensione siano stati i dirigenti Antonio Rosati, Giuseppe Coccia e Catia Talamonti nel suo ruolo di presidente dell’ufficio procedimenti disciplinari competente per tali questioni ma che è anche presidente di Picenambiente, società che lo stesso De Berardinis inquadrò a dicembre, con una delibera da lui firmata e poi votata dal consiglio, come destinata a controllo pubblico. La Talamonti in quell’occasione inviò a tutti i consiglieri una lettera in cui, alla vigilia del voto in consiglio sul controllo pubblico, definiva come illegittima la delibera preparata dal dirigente oggi sospeso.

LE REAZIONI DELLA POLITICA “Ci sono gli elementi per pensare a un conflitto di interesse” commenta a Riviera Oggi la consigliera d’opposizione Rosaria Falco riferendosi a De Berardinis e alla questione Picenambiente. Stizzito anche il tono che usa Gianni Balloni (maggioranza, Fratelli d’Italia) in una nota stampa: “Fratelli d’Italia è un partito che eredita e sostiene da sempre i valori dell’onestà, della trasparenza, della correttezza e della responsabilità, pertanto non ha gradito scoprire che un dirigente comunale avrebbe attestato falsamente la propria presenza nel posto di lavoro mentre, in realtà, sarebbe stato affaccendato altrove” scrive l’avvocato che però puntualizza: “Proprio però per i principi di onestà, trasparenza, correttezza e responsabilità, men che meno si apprezzano le lettere anonime e l’utilizzo delle stesse poi per grane interne fra dirigenti”.

IL FATTO SCATENANTE E QUELLO CHE RISCHIA DE BERARDINIS Perché De Berardinis è stato sospeso? Dalla nostra ricostruzione il fatto risale allo scorso 18 gennaio, quando il dirigente degli Affari Generali con una mail inviata alle 11 e 49 al sistema informatizzato dell’ente, scriveva di essere entrato a lavoro alle 8. Nella lettera inviata alla stessa Talamonti dal consigliere misterioso, però, si fa riferimento al fatto che De Berardinis, alle 9 e 30 di quello stesso giorno, non poteva essere al suo posto poiché impegnato in una causa dinanzi al Giudice del Lavoro che vede coinvolto lo stesso Comune di San Benedetto. A carico del dirigente, che sarà ascoltato dalla commissione disciplinare il prossimo 1° aprile, si potrebbe a questo punto prefigurare la violazione dell’articolo 55 quater del decreto legislativo 165 del 2001 e il rischio di un licenziamento disciplinare.

 


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