SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ci risiamo: Fedeli ai ferri corti con un allenatore della Samb. Dopo Beoni, esonerato in Serie D addirittura in prima posizione (campionato poi vinto da Palladini), le dimissioni di Palladini nel successivo campionato di Serie C al seguito di un periodo di logoramento con il presidente (Ottavio però ha sempre avuto parole di elogio per la società rossoblu, almeno pubblicamente), l’esonero di Moriero dopo due sconfitte consecutive e quello di Capuano dopo quattro gol presi a Pordenone ad una sola giornata dalla fine della stagione regolare, adesso il contrasto è con Giorgio Roselli, anche lui subentrato dopo quattro giornate al posto dell’esonerato Magi.

I modi di Fedeli li conosciamo: sono bruschi e irrequieti specie dopo una sconfitta, dice pubblicamente quel che andrebbe detto magari privatamente, a volte il risultato negativo gli provoca delle critiche che vanno al di là delle responsabilità vere di un allenatore (ad esempio contro il Vicenza all’allenatore è certo imputabile un certo ritardo nei cambi con la squadra in inferiorità numerica, ma non la gestione complessiva dell’inizio gara quando la Samb si è dimostrata superiore ai veneti).

Detto questo, sarebbe anche il caso che si riflettesse su alcuni aspetti della gestione tecnica, ricordando che su alcuni punti Roselli ha pienamente ragione: ad esempio la difficoltà di giocare con tre punte perché gli attaccanti a disposizione sono pochi (cinque, ma De Paoli, che ha giocato mezz’ora in tutto il campionato, da alcune settimane non è disponibile); e la difficoltà di inserire contemporaneamente Stanco e Di Massimo perché sono gli unici due a poter giocare da centravanti, vero o finto che sia. Vero anche che prima del calcio mercato il direttore sportivo Fusco ha ribadito che le cinque punte a disposizione erano sufficienti, giocando Roselli soltanto con due giocatori offensivi: e anche questo non fa una piega.

Roselli tuttavia dovrebbe anche capire questo:

1) La Samb ha vinto una sola partita nelle ultime dieci, perdendone 3.

2) La Samb ha realizzato nelle ultime 10 partite 9 punti, solo uno in più dell’intervallo iniziale, spesso evocato da Roselli per giustificare i suoi giocatori, in cui la Samb ne aveva 8 dopo 10 incontri.

3) La Samb ha perso immeritatamente o per episodi le tre partite, confermando di essere squadra ostica da battere: a Monza per una rete giunta 50 secondi dopo la fine del tempo dell’incontro; contro il Ravenna sull’unico tiro in porta subito e dopo una delle migliori prestazioni, nel primo tempo, della sua squadra nel 2019; con il Vicenza per l’episodio del rigore e dell’espulsione di Signori. Tuttavia, va ricordato, nei 6 pareggi di questo intervallo poche sono le recriminazioni per una mancata vittoria. Quasi sempre la Samb ha fatto un tiro in porta o neanche uno (Terni, Imolese e Fano per restare alle ultime).

4) Una delle regole non scritte del calcio è squadra che vince non si tocca. Roselli, nell’unica partita vinta tra le ultime dieci, ha rischiato un centrocampo inedito in cui molti, sulla carta, non credevano: Rocchi e Signori come duo di incontristi (Ilari sistemato un po’ fuori ruolo a ridosso di Stanco, pur autore del gol). Schema mai più riproposto, di Rocchi si sono anzi ri-perse le tracce.

5) Russotto ha disputato il suo incontro migliore nella miglior partita del 2019 della Samb, in trasferta a Pordenone. Il fantasista romano per 45 minuti o quasi ha giocato da trequartista puro, senza posizione fissa, e così ha consentito a tutta la squadra di acquisire una qualità di gioco che non avevamo mai visto prima. E dopo questa prestazione sontuosa, Roselli lo ha retrocesso già nel secondo tempo a mezzala con compiti difensivi, per poi ripetersi a Terni e spedirlo in panchina (perché stanco) con il Vicenza. Anzi, dopo l’ingresso come esterno destro offensivo appena dopo il gol del 3-1 per il Vicenza Russotto è parso molto demotivato. Per una volta comprendiamo il calciatore.

6) Roselli afferma che una annata così a San Benedetto toglie qualche anno di vita. Tuttavia non ricordiamo contestazioni della tifoseria e anzi quasi sempre applausi anche nelle partite dove in molte altre stagioni applausi non ce n’erano. I tifosi apprezzano lo spirito battagliero infuso da Roselli ma in altre situazioni il clima attorno alla squadra sarebbe stato ben meno vivibile.

Siamo convinti che la formazione messa in campo contro il Vicenza abbia delle qualità di partenza non banali: se tanti elogi si fanno degli avversari, pur forti, non si capisce perché definire “miracolo” la permanenza della Samb nei play off, dopo che i rossoblu hanno tenuto testa a cotanti avversari addirittura chiudendoli nella loro area di rigore in 10 contro 11.

E se Fedeli paga la sua focosità eccessiva e rude e l’assenza di un mediatore in seno alla società (ma chi sarebbe in grado di contenere il presidente rossoblu?), certo da Roselli ci aspetteremmo sempre scelte semplici e lineari senza che risultati alla portata della squadra siano considerati miracoli sportivi. Perché così, caro mister, non è. Una Samb fuori dai play off sarebbe un fallimento sportivo, di questo siamo certi.


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