SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Torna a punzecchiare il sindaco Piunti l’attuale segretario del circolo del Partito Democratico Primo Gregori Claudio Benigni: “Qualche tempo fa il primo cittadino affermava che non faceva proclami, adesso leggo il suo ennesimo proclama, ovvero Nel 2020 faremo il lungomare”. Benigni si lancia così in un tre premesse.

“Nel suo programma di mandato parlava di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini, oggi in camera caritatis all’interno di una stanza amministrazione ed uffici tecnici decidono un intervento di grande rilievo senza ascoltarne uno che dico un cittadino. Per Piunti è probabilmente inutile sapere se i cittadini di San Benedetto del Tronto ritengono il Lungomare una vera priorità?” scrive Benigni che cita “i continui allagamenti, la mancanza di case popolari, le tasse sempre più alte, la piscina chiusa, il Ballarin demolito senza idee sulla sua destinazione, l’incremento dei furti” come temi sui quali invece concentrare la propria attenzione.

La seconda premessa riguarda l’imposizione fiscale: “Il sindaco Piunti ha inoltre dichiarato in quel programma di mandato che avrebbe ridotto il carico tributario a carico dei cittadini. Ma dopo i reiterati aumenti di tributi come la Tari e tariffe come i Parcheggi Blu apprendiamo che si intende accendere un mutuo di euro 3.400.000 caricando sulle spalle delle future generazioni l’onere di pagarlo (di sicuro continuando a mettere le mani nelle tasche dei cittadini) e alzando in maniera consistente la percentuale di indebitamento del Comune”.

La terza premessa è che “nel programma elettorale dell’amministrazione Piunti non veniva nemmeno menzionato il completamento del Lungomare. Ora mentre delle tante cose promesse e votate dai cittadini non c’è traccia, compare magicamente un Lungomare che nessuno aveva chiesto, e per l’appunto, sentite bene, finanziato con l’accensione di un considerevole mutuo”.

“Sindaco Piunti, se la sua amministrazione ha in animo di accendere un mutuo di tre milioni e mezzo di euro e dunque ha verificato con gli uffici che ci sono le condizioni per farlo (per quanto non curante dell’eredità che lascia ai sambenedettesi), per quale oscura ragione non utilizza detto mutuo per finanziare quasi interamente il sottopasso ciclopedonale di via Mare (700-900.000 euro) e la riqualificazione della piscina comunale (circa tre milioni di euro) evitando scriteriate colate di cemento sia a Porto d’Ascoli che a San Benedetto e dunque il consumo di aree verdi, basilari per il benessere dei nostri concittadini?” chiude Benigni.


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