SAN BENEDETTO DEL  TRONTO – Doveva e poteva essere la partita che sanciva quasi il raggiungimento della zona play off, in caso di vittoria, e magari la speranza di inserirsi nel gruppone che si giocherà il quinto e ambito posto (i risultati sono stati abbastanza clamorosi e favorevolissimi ai rossoblu, sulla carta), invece Samb-Vicenza si rivela una delle più pesanti sconfitte casalinghe degli ultimi anni per il risultato.

Partita da dividere in due, per una corretta analisi: e se ovviamente il momento del rigore per fallo di mano (netto) di Signori sulla riga con conseguente espulsione del centrocampista è fondamentale per dare un giudizio sensato sul secondo tempo, è anche vero che vi è stata una prima frazione totalmente diversa dalla seconda, forse non spiegabile semplicemente con la questione numerica.

La Samb ha sofferto anche all’inizio il fraseggio veloce a centrocampo dei veneti, con Gelonese in difficoltà ma anche con una reattività in fase offensiva che da tempo non si vedeva: funzionava bene l’inedita coppia D’Ignazio e Calderini sulla sinistra (quest’ultimo, ancora schierato come seconda punta, tendenzialmente si spostava a sinistra favorendo gli inserimenti centrali di Signori e Ilari), così come sia Ilari che Rapisarda avevano i tempi giusti dalla parte opposta. Se si eccettuava un incredibile errore di Sala in avvio, i rossoblu apparivano meno tecnici ma sempre sul pezzo.

La reazione dopo lo 0-1 è stata, per lo scampolo finale del tempo, da grande squadra: in 10, mossa dall’orgoglio e trainata da Rapisarda e anche da Stanco (poi scomparso nuovamente nella ripresa), la Samb conquistava un angolo dove Ilari, ancora lui, incornava alla grande. Per poi terminare il tempo quasi all’assalto, con due conclusioni dalla distanza di Gelonese e Rapisarda rimpallate a centro area altrimenti destinate a miglior sorte.

Nella ripresa tutto cambiava: il Vicenza approfittava della sua superiorità numerica ma anche tecnica a centrocampo per far girare la palla e gli uomini di Roselli, disposti col 4-4-1 (Calderini esterno sinistro di centrocampo e Stanco unica punta, Rocchi e Gelonese al centro, Ilari esterno destro), correvano a tappare i buchi che s’andavano formando. Su uno di questi, dopo una palla malamente persa da Gelonese dal limite, arrivava il traversone sul quale Biondi effettuava un tiro al volo strozzato che ingannava Sala, il quale, sia detto, non si dovrebbe mai tuffare prima che il pallone venisse calciato con chiara traiettoria: avrebbe bloccato tranquillamente la palla.

A quel punto la Samb in realtà aveva due sussulti d’orgoglio: prima sull’asse Calderini-Fissore, con bel cross e finalmente un colpo di testa di Stanco a centro area, troppo alto; poi con Gelonese, che poteva riscattare una prova non buona arrivando a pochi metri da Grandi, senza riuscire a deviare il pallone in maniera determinante. La Samb finiva lì, perché Roselli ritardava troppo i cambi a disposizione e Di Massimo e Russotto vedevano l’1-3 da bordo campo, in casacca. Questo l’errore principale oggi imputabile al tecnico, perché che servissero forze fresche era evidente e invece si è atteso troppo.

Che poi altri discorsi come su Russotto (oggi demotivato al suo ingresso), il quale ha giocato da trequartista soltanto un tempo a Pordenone regalando la miglior Samb del 2019, o Rocchi perennemente in panchina anche dopo la vittoria con la Ternana avuta con un centrocampo in cui era finalmente titolare, sono ragionamenti, per una volta, col senno di poi.

Una Samb fortemente ridimensionata nelle residue ambizioni e che ha in calendario tre trasferte difficilissime (Feralpisalò, Sudtirol, poi Triestina) e, in assenza di clamorose inversioni di tendenza fuori casa, renderanno difficile anche il mantenimento della posizione. Certo mai dire mai ma nelle ultime 10 partire i rossoblu hanno un andamento da zona play out (9 punti), con una sola vittoria, il 2-0 in casa con la Ternana.

Servirebbe una classica scossa da fine stagione, ma come? Mister Roselli ha parlato di una squadra che sta rendendo al massimo delle proprie potenzialità, sconfitta odierna a parte. Quella parte di tifoseria che ha immaginato qualcosa di meglio, a questo punto, cosa pretenderebbe?


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