MONTEPRANDONE – Le migliaia di letture e decine o forse centinaia di interazioni social alle dichiarazioni di Sergio Loggi potrebbero rappresentare un punto di svolta nella campagna elettorale monteprandonese. Dove gli occhi sono puntati verso il tavolo dove si gioca, quello formato dal Partito Democratico, non fosse altro che negli ultimi decenni la maggioranza cittadina è arrivata sempre dalle componenti della sinistra cittadina.

Un sasso nello stagno, il rifiuto di confrontarsi nelle primarie nei modi tutt’ora da stabilire, determinano un rimescolamento delle opzioni per ora in scena da cambiare qualsiasi opzione sul voto oramai imminente (26 maggio). Con un M5S che sembra fatichi a trovare una propria dimensione locale e una destra in cui ben poco sembra muoversi, la centrifuga innescata da Loggi coinvolge gli altri due partecipanti del Pd e innesta variabili al momento imprevedibili.

Se l’altra esponente dell’amministrazione Stracci, Emerenziana Cappella, sembra oggi sempre più legata al sindaco uscente (è un bene o un male?), c’è da valutare come si muoverà anche l’altro aspirante candidato, Orlando Ruggieri, che dei tre era quello più imprevedibile, vuoi per i suoi trascorsi da sindaco, vuoi per essere esterno all’attuale giunta.

“Loggi non può pensare che il partito sia un tram che uno può prendere indistintamente ad una fermata o a quella successiva. Mi aspettavo più affidabilità e coerenza su un tavolo che lui stesso aveva accettato, ma ha cattivi consiglieri, esportatori seriali di sconfitte e divisioni clamorose – scrive Ruggieri – Sull’apertura del confronto a sinistra Loggi non ha bisogno di citare Zingaretti, perché questo dialogo soprattutto alle amministrative di deve comunque praticare e tentare”.

“Io personalmente l’ho detto fin dalla mia prima uscita. Mi fa specie che la agiti lui che da vicesindaco è stato sempre avversato da quella opposizione in Consiglio Comunale. E poi la sinistra a Monteprandone non è solo quella che ogni cinque anni tenta di dividere il Pd e trova sistematicamente la scusa per presentare una propria lista e per perdere” continua Ruggieri.

“Il dialogo con i partiti e associazioni si fa sulle questioni e sulle scelte programmatiche. Su questo terreno nessuno si tirerà mai indietro” conclude il sindaco. C’è da attendere l’Assemblea degli iscritti del Pd, mercoledì prossimo (a meno di clamorosi rinvii), per capire in che modo si procederà dalle parti di San Giacomo. Che da lassù, forse, guarda con grande curiosità quello che avviene nella sua terra natale.


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