SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La trasferta di Pordenone ci restituisce la migliore Samb, quella che nei mesi di novembre e dicembre aveva fatto sperare un po’ a tutti di poter essere una protagonista importante nel girone di ritorno. Quella che aveva consigliato a mister e direttore sportivo di cambiare il meno possibile nel calciomercato di gennaio. Invece, recuperati i tanti infortunati e integrati i nuovi arrivi di novembre, la banda di mister Roselli si è improvvisamente ingolfata. Subendo sì due sconfitte immeritate a Monza e sopratutto in casa col Ravenna, ma giocando una serie di prestazioni con poca verve se non dopo essere passata in svantaggio.

La vittoria con la Ternana e soprattutto il pareggio di Pordenone, non tanto per il punto ma per la qualità espressa finché Russotto ha avuto il fiato di tenere in mano la Samb, riaprono però le speranze per una partecipazione ai play off diversa rispetto a quella temuta. Soprattutto il fantasista rossoblu ha avuto la possibilità, forse per la prima volta nell’anno, di giocare in libertà sul fronte offensivo, dispensando quindi una lunga serie di giocate di grande livello che hanno consentito a tutti i compagni di giocare al meglio delle proprie possibilità, a partire da Rapisarda che, posizionato largo sulla fascia, ha permesso a Russotto di pescarlo con i suoi lanci lunghi e mettere in difficoltà la difesa friulana.

La Samb adesso si gioca il jolly, il recupero di campionato a Terni, mercoledì 6 marzo: la partita non fu disputata lo scorso 28 ottobre, oltre quattro mesi fa, e si è già giocata la gara di ritorno, evento forse unico nella storia del calcio nazionale e non solo. Ternana che sembrava destinata a dominare il campionato e che aveva avuto una buona partenza ma poi, forse complici gli eccessivi turni di recupero e una preparazione non adatta, è crollata su se stessa e ora rischia la zona play out, avendo perso anche con il Monza, in casa.

Una vittoria a Terni potrebbe proiettare la Samb, nelle ultime 9 gare rimanenti, alla caccia di quel quinto posto in classifica che sarebbe eccellente in vista dei play off e che ora è occupato da Sudtirol, Imolese e Monza, tutte a 46 (terza, quarta e quinta). In mezzo però anche il Ravenna (42) oltre alla Fermana (40). Sarebbe una cavalcata molto utile per arrivare al meglio agli spareggi finali.

In caso di sconfitta o forse anche pareggio, la rimonta non sarebbe impossibile ma sicuramente più difficoltosa. Ecco allora che la partita potrebbe diventare uno spartiacque fondamentale del campionato rossoblu, che comunque dovrà affrontare in trasferta Triestina, Feralpisalò e Sudtirol.

La Samb comunque non ci sembra una squadra ancora perfettamente compiuta. Forse soltanto nell’assetto del pacchetto difensivo lo è. Vero che Roselli si autodefinisce “ancellottiano” e che la duttilità tattica è propria del calcio moderno ed è una qualità. Ma crediamo che non si sia giunti ancora al massimo rendimento. Il che potrebbe essere un bene.

Una Samb che, al netto degli avversari, non deve mai avere timore di giocare per i tre punti e che può anche rischiare atteggiamenti più offensivi. Il che non significa essere sprovveduti. Con un Russotto del genere, impiegato finalmente come fantasista o meglio regista offensivo, la Samb può infatti cambiare pelle.

Ricordiamo che nel campionato di Serie C2 2001-02, quando Colantuono a nove giornate dal termine da calciatore divenne allenatore, Totò Criniti era relegato in tribuna per dei dissapori coi tifosi. Colantuono lo fece rientrare in campo alla sua terza partita, a Mantova (0-2) e lo reintegrò pian piano nella formazione titolare fino ad averlo in forma all’ultima di campionato a Sassuolo e poi da protagonista indiscusso ai play off.

Colantuono mise in campo una formazione con una punta anomala, Michele Sergi, e un fantasista molto simile al nostro Russotto, Criniti appunto, che giocava esattamente come un regista a tutto campo, capace di far ruotare al meglio tutti gli altri giocatori. Colantuono sacrificò Soncin in panchina, nonostante sotto porta fosse ben più capace di Sergi, soltanto per non modificare gli equilibri tattici di una squadra che vinceva a ripetizione.

Nonostante giocasse senza un vero centravanti d’area, quella formazione aveva un atteggiamento dominante e imponeva il suo gioco agli avversari. Non sappiamo se Russotto possa essere una nuova chiave di volta come fu Criniti allora (il fantasista romano è clamorosamente ancora a secco di reti), ma ci sentiamo di dire che le qualità del numero 32 della Samb sono tali che sarebbe un peccato non approfittarne al meglio. Come abbiamo visto per la prima volta solo a Pordenone.

 


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