SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Capitolo Stoccaggio Gas. Amministrazione Comunale e associazione Ambiente e Salute nel Piceno, che da circa 10 anni si batte contro il piano di Gas Plus, a braccetto per mettere la parola fine al progetto. Negli scorsi giorni (clicca qui) Fabio Urbinati aveva annunciato la sua mozione che impegna la Regione ad attivarsi con Roma per non concedere altra linfa al piano di Gas Plus per l’Agraria. L’iter, infatti, è fermo alla sua fase autorizzativa (la Via) che però scade a giugno 2019 e senza una proporoga del Ministero il progetto avrebbe i mesi contati.

Massimo Bartolozzi, vice presidente di Ambiente e Salute, si mostra alla stampa assieme al sindaco Piunti e agli assessori all’Ambiente di San Benedetto e Martinsicuro Andrea Traini e Marco Cappellacci: “La nostra battaglia ha dato i suoi frutti, ad oggi infatti lo stoccaggio non c’è” chiosa Bartolozzi “ma al momento non sappiamo se l’azienda ha presentato istanza di proroga”. Da qui l’intenzione di chiedere un incontro al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Lo vogliamo incontrare e gli chiederemo di rigettare ogni richiesta di proroga che dovesse arrivare dall’azienda”. Ma c’è di più: “Vogliamo che il pozzo venga cementato, tombato e che venga bloccata ogni possibilità di riconversione in stoccaggio del giacimento sotto San Benedetto. Non si può fare questo progetto nella città più densamente popolata delle Marche e in condizioni che non ci sono da nessuna parte al mondo per progetti di stoccaggio simili”.

Tutte le parti, poi, si mostrano felici per l’unità di intenti che sembra esserci, dopo la mozione del Pd regionale, attorno al No al progetto. Anche se qualche sassolino dalla scarpa viene tolto. “Oggi sono contento dell’attività che tutti stanno facendo” dice Bartolozzi “ma ieri è stata dura perché la Regione non doveva dare il parere favorevole alla Via, c’erano degli studi di microzonazione sismica che non sono stati presi in considerazione. Il progetto stoccaggio era pericoloso fin dall’inizio” continua l’attivista di Ambiente e Salute che alla Regione chiede anche “di ritirare l’opposizione al Tar fatta contro il ricorso dei cittadini di San Benedetto” . Più politici, invece, i “sassolini” di Piunti che ricorda come “10 anni fa io ero in prima fila alle fiaccolate contro lo Stoccaggio, l’Amministrazione di allora no”.

Un altro ricorso, oltre a quello pendente al Tar del Lazio, l’ha presentato anche il Comune di San Benedetto (clicca qui) a luglio 2018 e andrà in discussione il prossimo 22 maggio. “Quel ricorso si basa su elementi nuovi, fra cui il terremoto del 2016 che ha ampliato i rischi di quel progetto” spiega Andrea Traini “e siamo fiduciosi perché i tempi non paiono lunghi”. Sullo stesso punto batte anche Piunti: “Anche io ho incontrato il Ministro dell’Ambiente (quello precedente, però, Gian Luca Galletti) e elencai gli ulteriori rischi che il sisma del 2016 ha palesato. In ogni caso” prosegue “siamo fleici che adesso tutte le forze politiche remino dalla stessa parte”.

Chiusura finale del presidente del quartiere Agraria, la zona più interessata dal progetto e da dove sono nate le mobilitazioni 10 anni fa, Antonio Romano: “Lottiamo da  anni con manifestazioni, fiaccolate, biciclettate e speriamo che il Ministro neghi questo progetto una volta per tutte, altrimenti andiamo di nuovo in piazza”.

 

 


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