Clicca qui per vedere lo studio di Simone D’Angelo su via Volta Viabilità e sicurezza stradale in via Volta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venerdì scorso, all’assemblea di quartiere Marina di Sotto il giovane Simone D’Angelo, laureando in Ingegneria Civile, ha presentato un dettagliato studio su come migliorare in senso complessivo via Volta, importante arteria stradale che è parallela al lungomare da via Voltattorni fino al Campo Europa. Ci è sembrata cosa utile diffondere al meglio la sua analisi migliorativa anche perché si tratta di un esempio di partecipazione civica molto importante e apprezzabile tanto più che arriva da un giovane e tanto più che spesso, nelle assemblee di quartiere, i partecipanti in pochi casi hanno meno di 30 anni.

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Diversi gli aspetti analizzati: dalla situazione delle buche alla pericolosità degli attraversamenti pedonali a causa della scarsa visibilità (soprattutto notturna) e della scarsa manutenzione della segnaletica orizzontale, i doppi sensi sulle traverse che collegano al lungomare, l’assenza di scivoli per le barriere architettoniche, l’idea di posizionare dei dissuasori per il parcheggio selvaggio vicino agli incroci, la necessità di limitare il traffico pesante, la pericolosità per la velocità dei veicoli. Un tema toccato è stato quello del poco spazio della via per mantenere il doppio senso.

Quando si è parlato di questo aspetti, il presidente del quartiere Alfredo Isopi ha affermato, tuttavia, “che il quartiere non chiede il senso unico” e anche il vicesindaco Andrea Assenti ha mostrato che la questione non è all’ordine del giorno. D’Angelo tuttavia aggiunge: “Non credo che sia un tema centrale, tuttavia in caso di incidente frontale occorre capire se gli incidentati possano in qualche modo rifarsi sulle decisioni amministrative”.

Ma abbiamo voluto ascoltare anche l’opinione di alcuni residenti e in particolare di alcune attività commerciali presenti in via Volta per capire qual è la loro opinione in tal senso.

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“Per noi è una questione di sopravvivenza – afferma Cristina Felcini che con la famiglia gestisce il piccolo supermercato Sma – Il traffico d’inverno è già poco e quasi possiamo giocare a pallone in strada come da piccoli, se inoltre lo riduciamo ancora. Basta guardare la situazione di via dei Mille a Porto d’Ascoli: non ci sono esercizi commerciali tranne qualche raro bar. Per arrivare qui dovrebbero farsi dei percorsi assurdi. Il problema del traffico non è connesso con il senso unico ma con alcuni momenti della giornata in cui tutti escono o ritornano a casa”.

Gaetano De Panicis, che gestisce un hotel nella zona, conferma: “Personalmente il doppio senso o il senso unico non mi cambierebbe nulla, ma non è affatto questo il problema della via. Bisognerebbe invece inserire alcuni passaggi pedonali rialzati, considerando che i dossi non si possono più mettere, che servirebbero a limitare la velocità delle automobili. Perché se poi certi discorsi vengono fatti per via Volta, allora dovremmo considerare la larghezza di tutte le vie di San Benedetto”.

Se la storica proprietaria del negozio Angela Abbigliamento, che già si era fatta sentire in assemblea, è lapidaria: “Senso unico? Nemmeno per sogno, non se ne parla per niente”, Enrico Pulsoni del Bar Trieste è altrettanto esplicito: “Se qualcuno dice che la via non è a norma, allora facciamo lo stesso ragionamento per tutte le vie di San Benedetto, senza sconti a quel punto. Inoltre parliamo forse al massimo di 100 metri di strada: se davvero vorranno mettere il senso unico io bloccherò la strada, sono qui da quando sono nato, nel 1975, e non mi sembra che ci siano grandi problemi. Inoltre col senso unico la velocità tenderà ad aumentare. Non trovo una sola ragione per togliere il doppio senso che costringerebbe anche i residenti ad un percorso più complicato. Se poi la via fosse stretta, basterebbe togliere alcuni parcheggi ma sappiamo che il Comune incassa dalle strisce blu…”

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Qualche metro più in là Maria Francesca Laganà, che gestisce la sua parafarmacia, ha gli stessi dubbi: “La realtà è che qui le auto corrono parecchio e col senso unico diventerebbe una superstrada. D’inverno la situazione in zona non è buona, sembriamo abbandonati e la sera l’illuminazione pubblica è scarsa” ci dice, e in effetti verifichiamo come vicino alla parafarmacia vi sia un solo lampione e il più vicino è a cento metri di distanza mentre verso nord la distanza tra i primi due lampioni è anche superiore a 200 metri”.

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