FERMO – Nella mattinata del 26 febbraio la Questura di Fermo ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere disposta dal locale Tribunale nei confronti di un uomo, gravemente indiziato di lesioni personali gravissime.

Era la tarda serata del 11 gennaio 2019, quando, dinanzi ad un bar del centro di Fermo, ci fu una violenta aggressione da parte dell’uomo, un artigiano, ad un suo conoscente e collega di lavoro, verosimilmente per un debito di gioco alle slot-machine. Inoltre l’aggressore era ubriaco.

Le indagini della Polizia hanno permesso di ricostruire la scena dell’evento tragico: la vittima, appena uscita dal bar dov’era insieme al suo carnefice, dopo essere stato insultato, saliva a bordo della sua auto per allontanarsi da quel luogo, ma il suo amico cominciava a prendere a calci la vettura.

L’aggredito era sceso dal mezzo per cercare di calmarlo, ma fu raggiunto al volto da alcuni violenti pugni che lo facevano stramazzare al suolo, tanto da perdere conoscenza. Veniva soccorso da un cliente del locale e, ripresosi, si recava a casa, mentre l’aggressore raggiungeva a piedi la sua vicina abitazione.

Nei giorni a seguire però, lamentava dei lancinanti dolori e solamente tre giorni dopo decideva di recarsi all’ospedale di Fermo per le cure del caso, venendo ricoverato per le gravi lesioni riportate.          

La situazione clinica si aggravava notevolmente, costringendo i medici a riservarsi nella prognosi: l’uomo entrò in coma per effetto di un edema cerebrale diffuso con ipertensione endocranica.

La prognosi veniva sciolta dai sanitari solo dopo un mese ma le condizioni del paziente sono rimaste gravi, con la presenza di una neurolesione.

Gli Agenti della Questura di Fermo hanno rappresentato alla Magistratura la personalità del violento artigiano, che in passato si è distinto per altri atti di violenza, richiedendo la misura cautelare al fine di impedire che potesse reiterare le sue azioni. Ora è in carcere a Fermo.


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