SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Contrasto, prevenzione e riduzione del rischio del gioco d’azzardo patologico. Questi gli obiettivi del Piano Regionale Integrato 2017-2018, promosso dalla Regione Marche. Grazie ai fondi di quest’ultima, sono state potenziate le attività svolte dalla rete dei servizi del dipartimento dipendenze patologiche area vasta 5. Le azioni del Piano, presentate presso il comune di San Benedetto in occasione della “Giornata nazionale per il contrasto del gioco d’azzardo patologico”, riguardano diverse macroaree con fondi a gestione diretta dell’Asur area vasta 5, degli ambiti territoriali sociali e del terzo settore (cooperativa Ama Aquilone e Cooss Marche).

“Il gioco d’azzardo è un fenomeno di interesse attuale – apre l’incontro il sindaco Pasqualino Piunti – Il nostro comune ha delle norme restrittive in merito e sono felice di avere collaboratori che hanno a cuore questi temi. Grazie alle associazioni, che sono una garanzia del nostro territorio”.

Prosegue Cesare Milani, direttore Asur area vasta 5: “Oggi è una giornata importante perché il gioco d’azzardo è un fenomeno pesante per chi gioca e per le famiglie ed è diffuso anche nei piccoli paesi. Grazie agli operatori sanitari e sociali che si soffermano sull’importanza della prevenzione”.

I servizi territoriali per le dipendenze patologiche (Stdp) di Ascoli e San Benedetto, oltre ad accogliere numerosi giocatori d’azzardo e le loro famiglie attraverso servizi ambulatoriali (38 tra i giocatori nel 2018, 29 maschi e 9 femmine, e 37 familiari) hanno promosso diversi eventi di prevenzione primaria. A questo proposito Marco Quercia, direttore Stdp di Ascoli, spiega: “Il gioco d’azzardo è nato con l’uomo ma oggi le occasioni perché diventi malattia sono molteplici. Per questo abbiamo cercato di mettere in atto un’opera di sensibilizzazione, anche attraverso uno spettacolo teatrale dal titolo “Gran Casinò. Storie di chi gioca sulla pelle degli altri”. Lo spettacolo, messo in scena sui palchi di Grottammare, Offida ed Ascoli, ha raggiunto un target di 895 persone.

Inoltre, il dipartimento di prevenzione – promozione educazione alla salute dell’area vasta 5 ha attivato nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria del territorio dei percorsi di life skills education finalizzati a sviluppare e potenziare le dieci life skills per il benessere psicologico e relazionale per effettuare scelte di vita salutari. “Ci occupiamo della parte preventiva – interviene Maria Grazia Mercatili, responsabile unità operativa promozione ed educazione alla salute – Nelle scuole del’infanzia la formazione è per gli insegnanti, mentre negli istituti secondari facciamo programmi di peer education, per cui le informazioni vengono trasmesse a un gruppo di studenti che si impegnano a divulgarle ai compagni”. (Anno scolastico 2017-2018: 11 scuole dell’infanzia e 787 bambini coinvolti; 13 scuole primarie e 1604 bambini;  5 scuole secondarie di primo grado e 535 studenti coinvolti; 10 istituti secondari di secondo grado e più di 900 studenti coinvolti).

Il dipartimento dipendenze patologiche area vasta 5 ha poi redatto una Carta dei servizi dipartimentale che raccoglie tutte le realtà del territorio provinciale che si occupano di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio del gioco d’azzardo patologico, nuove tecnologie e social network. Numerosi sono i punti d’accesso per la cittadinanza e diverse sono le prestazioni garantite gratuitamente: segretario sociale, consulenza medica, psicologica, psichiatrica, programmi semi-residenziali, gruppi terapeutici, supporto ai familiari, consulenza legale e finanziaria.

Sul versante del terzo settore, le cooperative sociali Ama-Aquilone e Cooss Marche stanno sviluppando attività di consulenza, ascolto, cura e riabilitazione, in collaborazione con la Stdp, la fondazione Monsignor Traini e l’associazione Favonius. In particolare, spiega Maria Paola Modestini, referente di Ama-Aquilone: “Grazie al piano integrato, il progetto sta raggiungendo tutto il territorio e Ama-Aquilone ha attivato 4 sportelli di consulenza gratuita per i giocatori e i loro familiari, dove è possibile ricevere supporto o informazioni. Stiamo anche cercando di rivolgerci agli anziani”. Inoltre, vengono offerti percorsi d’inclusione socio-lavorativa attraverso il servizio per il lavoro “Ama Lavoro”. Sono state raggiunte più di 80 persone nel 2018.

Inoltre, sono state incrementate le attività dei gruppi terapeutici per giocatori e famiglie in collaborazione con l’associazione Favonius, la cui psicoterapeuta Irene Ciabattoni spiega: “Si tratta di gruppi psicoterapeutici per i giocatori e di gruppi di sostegno per le famiglie. Nel 2018 abbiamo avuto 16 giocatori e 16 familiari coinvolti nei gruppi. E’ un disturbo difficile da combattere e molto invasivo”. Per quanto riguarda la prevenzione, la Cooss Marche, rappresentata dal referente Roberto Giostra, ha completato una serie di attività nelle scuole medie e superiori coinvolgendo oltre 5000 persone tra insegnanti, genitori e studenti.

A rappresentare la fondazione Monsignor Traini il suo presidente, Edio Costantini: “Collaborazione e prevenzione sono le parole chiave. Di associazioni ce ne sono tante, ma occorre un lavoro di squadra e un lavoro di ascolto. Noi, come fondazione, aiutiamo le famiglie e agiamo sulla prevenzione, il recupero è molto più difficile”.

“Il gioco d’azzardo non è né un vizio né una brutta abitudine – conclude Claudio Cacaci, direttore del dipartimento dipendenze patologiche area vasta 5 – Si tratta di una vera e propria patologia e di un fattore di disgregazione sociale, capace di disintegrare una famiglia”.


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