SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Pd convoca una conferenza stampa per parlare del progetto Stoccaggio Gas. Presenti Fabio Urbinati, consigliere regionale, e Antimo Di Francesco, capogruppo in consiglio a San Benedetto.

Il Pd parla del progetto Stoccaggio Gas di San Benedetto LIVE. Urbinati parla anche di Sanità e Ospedale Nuovo dopo il documento presentato dal partito, che vede tre ospedali nel Piceno

Posted by Riviera Oggi on Monday, 25 February 2019

Il consigliere regionale Urbinati fa un excursus storico del progetto di Gas Plus partendo da lontano, da quando iniziarono i movimenti di protesta: “In quel periodo l’amministrazione (Gaspari n.d.r.) aveva il peso del governo della città. Da subito si crearono due fazioni, sì e no. Noi dicemmo subito che dovevamo capire e facemmo un passo: decidemmo di far scegliere a tutte le forze in campo contrarie, fra cui i 5 Stelle, se poteva essere un rischio o un’opportunità per il territorio. Lo studio lo fece Terre.it con l’università di Camerino. Si evidenziò che San Benedetto poteva fare a meno di quel progetto. Ci schierammo contro con dati ben precisi che poi riprese anche la Regione Marche che, su spinta nostra e dei comitati, con la giunta Spacca disse che avrebbe dato parere negativo, con un po’ di imbarazzo perché il bando lo portava avanti il Ministero. Gli uffici però portarono avanti il progetto” quasi obbligati dalla successione di atti fa capire il consigliere  “dando l’autorizzazione di Via a un bando che in ogni caso Gas Plus aveva vinto”.

Continua Urbinati: “Il progetto di Gas Plus non si può fare più, serivrebbe proroga del Ministero”. “In quel periodo però” prosegue l’ex assessore “ci muovemmo anche grazie allo studio di Terre.it e sull’autorizzazione di Via, la Regione caricò una serie di prescrizioni pesanti al progetto, basate proprio sullo studio fatto fare all’Università. A quel punto sempre io e Peppe Giorgini (appena eletto con lui in Regione nel 2016 n.d.r.) facemmo un atto, firmato dal consiglio a inizio mandato di questa giunta (Ceriscioli n.d.r.) che impegnava la stessa giunta a negare ogni tipo di intesa con Gas Plus. Nel frattempo l’azienda francese di proprietà del colosso Gas de France vede a quel punto l’uscita dell’azienda più grande dalla joint venture e dal progetto. A quel punto, senza Gas de France, sembrava difficile che da sola Gas Plus potesse portare avanti il progetto. Ad oggi non ci sono più possibilità che il progetto venga fatto”. Come mai? “Adesso tecnicamente il progetto non si può fare più perché il documento di risposta che il Ministero ha inviato alla Regione dopo il parere positivo alla Via ha scritto che il progetto andava concluso entro giugno 2019. Solo con una proroga del Ministero dell’ambiente adesso si potrebbe fare. Chiederemo quindi che il ministro non dia questa proroga”. In tal senso, infatti, dal consigliere è stata prodotta una mozione che impegna anche la Giunta Regionale a farsi promotrice presso il Governo affinché il Ministero non conceda la proroga.

Antimo Di Francesco: “Non abbiamo mai abbassato la guardia e abbiamo sempre mantenuto una posizione di contrarietà. L’atto del consiglio regionale è stato fondamentale. Il progetto presentava dei grandi rischi che il terremoto del 2016 ha accentuato. Adesso ancor di più un progetto del genere non ha senso di esistere. Altro rilievo è che San Benedetto è una città turistica e un progetto di questo tipo sarebbe un grosso danno di immagine. Adesso dobbiamo continuare a lottare con la stessa determinazione e, anche se la situazione ci può far stare sicuri, la guardia va tenuta alta. Su questo ci deve essere convergenza di tutte le parti politiche e dei rappresentanti del Piceno in Parlamento oltre che dagli altri livelli locali della politica come Comune e Regione”.

Perché in alcuni momenti c’era la percezione che il Pd fosse favorevole a questo progetto? chiediamo al capogruppo in consiglio comunale dei “dem”. Di Francesco risponde: “Perché c’è stata strumentalizzazione da parte di chi voleva attribuire a noi la responsabilità di questo progetto ma non era rispondente al vero”. Urbinati risponde alla stessa domanda: “Noi non abbiamo detto solo no, abbiamo dovuto portare le documentazioni del No. Chi amministra sa che se vuoi opporti a un progetto devi produrre atti con dati reali e precisi sul campo scientifico. Stare al Governo è diverso, in quel periodo invece c’erano movimenti e forze d’opposizione che dicevano solo no a priori senza documentare le ragioni di quel no. Noi invece le ragioni del no le abbiamo scritte e documentate e sono state decisive per questo esito”.

Urbinati sulla questione Sanità

Sul documento che il Pd provinciale ha presentato, cioè tre ospedali nel Piceno (due di Base fra Ascoli e San Benedetto e uno di Primo Livello n.d.r.) risponde Urbinati: “La Regione ha messo sul piatto tutte le opportunità in campo Sanità di questo territorio. Utopistici tre ospedali nel Piceno? Se sono utopistici due ospedali di base nel Piceno e uno di primo livello sono utopistici anche i dimensionamenti degli ospedali del Pesarese. Ho già scritto in una mozione che vuole puntare a replicare da noi gli accordi fra Regione e Fano. Vogliamo tutelare le due maggiori città del Piceno in cui devono restare i pronto soccorso con tutti i codici. Per questo dobbiamo dire grazie anche ai 5 Stelle per l’emdamento Colletti (emendamento al dl Genova che permette di non “toccare” gli ospedali già esistenti e che si trovano entro i 40 km dai crateri sismici) che salva gli ospedali di San Benedetto e Ascoli. Adesso” prosegue Urbinati ” la battaglia sarà da fare sulla mobilità. L’Av5 deve rientrare dei costi per la mobilità che attrae dall’Abruzzo”.


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