SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una tripla commissione consiliare a tema trasporto pubblico. E’ quella andata in scena nel pomeriggio del 21 febbraio nelle stanze di Viale De Gasperi: tutti assieme i componenti della commissione “Affari Generali”, della commissione “Viabilità e Trasporti” e di quella “Bilancio”. Per la Giunta c’è l’assessore Andrea Assenti mentre per la Start, partecipata pubblica dei trasporti, ci sono Enrico Diomedi, il presidente, il vice Davide Luzi e il direttore Alfredo Fratalocchi.

In apertura c’è spazio per un piccolo siparietto legato alle dichiarazioni pubbliche del sindaco Piunti che durante una conferenza stampa sul Turismo, qualche settimana fa, parlò delle pecche estive del trasporto pubblico (clicca qui). “Ci siamo subito chiariti al telefono” rompe l’imbarazzo Assenti “quella del sindaco fu una esternazione colorita legata alla volontà di migliorare alcuni servizi, soprattutto quelli estivi”.

Il vicesindaco, approfittando della riunione e del tema sul tavolo, annuncia anche che le prove tecniche per lo spostamento del capolinea dei bus all’interno del parcheggio della stazione, di cui si parla da tempo, “sono andate bene e quindi tecnicamente lo spostamento si può fare”.

La riunione, poi, arriva al piatto “forte”. Le carenze del servizio e il capitolo legato alle risorse. “Ci sono problemi con il trasporto estivo” dicono diversi consiglieri e un altro problema, lo denuncia Maria Rita Morganti (Pd), riguarda gli studenti che dalla stazione di San Benedetto prendono il bus per andare a scuola a Ripatransone (“non arrivano in tempo a scuola” commenta la consigliera). “Molti denunciano anche disagi con la linea 5 a San Benedetto” segnala invece Bruno Gabrielli. La riunione viene poi inframezzata da una piccola polemica sollevata da Giorgio De Vecchis che punge: “Questa riunione col consiglio comunale doveva avvenire all’insediamento dell’amministrazione” si rivolge ai vertici Start. “Vi dovete rapportare col consiglio, è il senso della legge Madia. Il consiglio deve poter controllare e dare l’indirizzo a tutte le partecipate, so che è una novità ma è la legge” continua il consigliere su una questione che si riallaccia anche con il ben più piccante caso del controllo pubblico di Picenambiente.

Il presidente Diomedi, quindi, inquadra il problema delle carenze del servizio all’interno della magrezza delle risorse, il cui stanziamento è di competenza della Regione. “Operiamo in un sistema di risorse limitato, il servizio trasporti è di competenza regionale che attribuisce a ciascun bacino risorse limitate. Sappiamo di non avere mezzi all’avanguardia o esteticamente eccezionali ma c’è scarsezza di risorse e quadri legislativi particolari per cui, se la Regione mi dice che il bus va cambiato dopo 15 anni di servizio, noi dobbiamo portare i pullman fino a 15 anni. Adesso” aggiunge il presidente “è in corso un piano investimenti che prevede l’uso di fondi regionali per rinnovare il parco mezzi”.

A spiegare più a fondo il problema delle risorse ci pensa in chiusura del tavolo il direttore di Start, Alfredo Fratalocchi. “Noi abbiamo tre contratti di servizio con la Regione, di cui uno riguarda San Benedetto. A ogni contratto viene dato un budget di risorse in base al chilometraggio assegnato. Purtroppo” prosegue il direttore “il chilometraggio si basa su un piano trasporti risalente al 1981 che a San Benedetto assegna appena 410 mila chilometri. Sono pochi, basti pensare che Ascoli (più o meno la stessa popolazione al 2019 n.d.r.) ne ha a disposizione 1 milione, circa il doppio”. Poi Fratalocchi prosegue: “Prima del terremoto stavamo cercando di ragionare con la Regione su un trasferimento di risorse, operando ad esempio sul trasferimento a San Benedetto dei chilometri delle corse dei bus che coprono la tratta Fermo-Roma passando per la Salaria. Purtroppo il sisma del 2016 ha fermato le trattative”.

Il rilievo della disparità di trattamento fa effetto ai consiglieri e, in particolare, non sembra molto felice Giorgio De Vecchis: “Non possiamo pagare sempre noi. Anche per quanto riguarda la Sanità paghiamo disparità di trattamento nonostante siamo la città più densamente popolata delle Marche. Non è possibile”.


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