FERMO – Particolare scalpore aveva destato la rapina subita il 25 gennaio da una volontaria della comunità “Papa Giovanni XXIII” che Don Vinicio gestisce a Capodarco.

Un giovane entrava nei locali della segreteria chiedendo del parroco, ma saputo che quest’ultimo non era in sede, domandava alle persone presenti se potevano donargli una piccola somma di denaro.   

Al loro diniego ed all’invito di tornare al momento in cui era presente il parroco, l’ignoto giovane, con una mossa repentina, afferrava la borsa della volontaria, appoggiata sopra la scrivania, guadagnando la fuga.

La donna, presa dal panico, cercava di impedire il furto afferrando la sua borsa, ma considerato che lo sconosciuto era più forte di lei, veniva trascinata per alcuni metri insieme a tutta la scrivania, cadendo a terra, fino a quando dovette lasciare la presa, mentre il malvivente fuggiva verso l’uscita.

La donna non si perdeva d’animo: rincorreva il malvivente nel corridoio ed accortasi che la porta di ingresso automatizzata ancora non si era aperta, impavida riusciva ad afferrarlo, ma questi la strattonava di nuovo e guadagnava l’uscita, dove inciampava pure sull’uscio. Coraggiosamente, la donna lo afferrava per l’ennesima volta per una gamba senza però riuscire a fermarlo, perdendolo di vista nell’oscurità della zona circostante con la refurtiva, di oltre 300 euro oltre al valore della borsa.

Anche in questo caso, le immediate indagini della Questura non trascuravano la descrizione somatica del rapinatore, incastrandolo e riconoscendolo anche dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che lo vedevano a bordo della sua auto.

L’uomo è stato rintracciato la mattina dopo nella zona e indossava ancora gli stessi indumenti utilizzati durante l’atto criminoso.

Dinanzi all’evidenza dei fatti, ammetteva sin da subito le proprie responsabilità, accompagnando i poliziotti nel luogo dove aveva gettato la borsa, restituita poi alla vittima, dopo aver invece usato il denaro per comprare della droga.

La Procura ha accolto le risultanze investigative della Questura ed il Giudice delle Indagini Preliminari ha emesso nei confronti del rapinatore la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.


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