SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella serata del 18 febbraio, a conclusione del procedimento amministrativo curato dall’Ufficio Immigrazione di Ascoli, un nordafricano di 33 anni è stato accompagnato presso il Centro di permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Giuliano: era illegalmente soggiornante nel territorio italiano.

Lo straniero risulta essere entrato illegalmente in Italia nel 2011 e nei suoi confronti nel 2013 il Questore di Ascoli Piceno, Luigi De Angelis, ha respinto la richiesta di regolarizzazione per mancanza di requisiti. Nel 2016 era stata presentata la richiesta di protezione internazionale che, qualche mese dopo, era stata respinta dalla competente Commissione Territoriale di Ancona che riteneva scarsamente credibili e puramente strumentali le motivazioni addotte.

Tratto in arresto per rapina ed estorsione aggravata per fatti commessi a San Benedetto del Tronto nell’aprile del 2017, il tunisino è stato condannato con sentenza di applicazione su richiesta delle parti a un anno e dieci mesi di reclusione dal Gip del Tribunale di Ascoli Piceno.

Nell’ottobre scorso il Prefetto di Ascoli Piceno ha adottato il provvedimento di espulsione e, in conseguenza di questo, il Questore ha emesso l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale, ordine al quale il cittadino tunisino non ha ottemperato.

Nel dicembre scorso il Questore di Ascoli Piceno ha adottato il decreto di respingimento della richiesta avanzata dall’interessato volta  ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari per mancanza dei presupposti di legge.

Due giorni fa il Prefetto di Ascoli Piceno ha emesso un nuovo decreto di espulsione nei confronti del cittadino tunisino e il Questore di Ascoli Piceno ha disposto che fosse trattenuto presso un centro di permanenza per il rimpatrio dove è stato accompagnato da personale della Questura in attesa dell’accompagnamento alla frontiera.


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