SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la sconfitta subita domenica 18 febbraio per 20 a 0, ad opera del Cuneo in Piemonte nel girone A della Lega Pro, per la squadra Pro Piacenza arriva la stangata dal Giudice Sportivo.

Gli emiliani erano scesi in campo con soli sette giocatori più un massaggiatore per evitare la sconfitta a tavolino, la quarta di fila che avrebbe portato all’esclusione dalla serie C. Una partita giocata in un clima surreale. Molte le polemiche sorte a riguardo, specie per quello che accade ormai da svariati anni nella categoria con numerose società alle prese con serie difficoltà economiche.

Il Giudice Sportivo, il 18 febbraio, ha deciso l’esclusione dalla Lega Pro per i rossoneri. Nella nota diramata nel tardo pomeriggio si legge che solo quattro giocatori erano ieri tesserati regolarmente e quindi è stato deciso 3 a 0 a tavolino, una multa da 20 mila euro e, appunto, l’esclusione dalla C.

Tutte le gare seguenti della Pro Piacenza saranno considerate 0-3 a a tavolino a favore delle squadre avversarie.

Inibizione fino al 31 dicembre 2021 per il tesserato Salvatore Adelfio e fino al 31 dicembre 2019 per il massaggiatore Alessio Picciarelli.

Il Giudice Sportivo infine lancia una stoccata alla società Pro Piacenza “per l’inaccettabile comportamento della medesima società la quale, mortificando l’essenza stessa della competizione sportiva, ha costretto sia i soggetti inseriti nella propria distinta che i calciatori della squadra avversaria a disputare una gara ‘farsesca’ dal punto di vista tecnico (nonché pericolosa per l’incolumità fisica di soggetti non adeguatamente preparati dal punto di vista agonistico), abusando dei diritti formali certamente concessi dal regolamento, ma basati su principi di lealtà e correttezza che nella fattispecie sono stati sovvertiti, stravolti e letteralmente calpestati” si legge nella nota.

E, intanto, nel girone C della Lega Pro era stata esclusa anche la società Matera per non essersi presentata in campo per la quarta volta di fila.

Una vera ecatombe questa Serie C.


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