GROTTAMMARE – Quaranta promettenti attori. Ed un altrettanto promettente regista. Sabato 9 febbraio al Teatro delle Energie di Grottammare è andato in scena “Destini (Solo Andata)”, il musical del Liceo Classico Leopardi di San Benedetto diretto e scritto da Simone Amabili e messo in scena da ben 40 ragazzi. Un viaggio che inizia nella Roma anni ’60, patria del cinema di Federico Fellini, un viaggio la cui fine non è volutamente ben delineata.

Quello che è certo è che nessuno dei protagonisti, i membri della famiglia Gualtieri, avrà più a che fare con il proprio passato. Nuove proposte, nuovi amori, radicali cambiamenti di vita lasciano lo spettatore col dubbio sul futuro delle varie coppie coinvolte. Quella di “Destini” è una storia che non riguarda solo i giovani attori saliti quella sera sul palco ma è una storia in cui ogni spettatore può specchiarsi, attuale e moderna ma allo stesso tempo catalizzatrice delle quattro decadi che hanno caratterizzato il passato dei personaggi.

La voce della Mina degli anni ’60 e la scena riproposta tratta da “Colazione da Tiffany”, l’omaggio ai varietà degli anni ’70 con Don Lurio e al mondo di Fonzie in Happy Days, il tuffo negli anni ’80 di Madonna e Michael Jackson, nella danza di Lorella Cuccarini e di Raffaella Carrà e nella comicità della Signorina Carlo, personaggio amatissimo della grande Anna Marchesini fino alla sitcom americane degli anni ’90 come Friends, i ritmi degli Oasis o di Withney Houston.

Destini è stato tutto questo: la complicata storia di una famiglia sui generis che, tra canzoni e coreografie, ha trattato di tematiche sociali importanti come la violenza sulle donne. Tutti hanno preso strade diverse, tutti hanno tagliato i ponti col passato e hanno staccato il loro biglietto di sola andata. Sappiamo le loro decisioni ma non sappiamo come sono continuate le loro vite. Adesso ci è stata la possibilità soltanto di immaginare un futuro per ognuno di loro. Forse un giorno ritorneranno tutti in quel salotto vicino alla poltrona di nonno Giacomo a raccontare le loro vite. Non ci resta che aspettare.


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