SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rumore addio. O così si spera. Paolo Virgili, ex assessore di San Benedetto di Rifondazione Comunista e Gianluigi Scaltritti, ex deputato di Forza Italia, continuano la loro attività di sensibilizzazione in merito all’installazione di pannelli fonoassorbenti lungo la ferrovia che attraversa San Benedetto. Posizione, la loro, originale anche in virtù del fatto che nell’ultima settimana quella che sembrava una richiesta da rimandare alle calende greche si è improvvisamente vivacizzata.

Rfi, infatti, ha comunicato a diversi comuni marchigiani – non ancora a San Benedetto – dell’avvio del progetto di posizionamento dei pannelli. Incontrando, in molti casi, anche delle opposizioni di cittadini e comuni per l’impatto estetico delle barriere. Mentre a San Benedetto il Comitato di Virgili e Scaltritti ha raccolto oltre 100 firme, “anche se non ci siamo applicati molto e ci siamo limitati ai residenti più prossimi alla ferrovia, in via Trento”, anche se si segnala l’interesse di altre zone di San Benedetto, come in via Volta, per l’iniziativa.

“Abbiamo inviato la nostra petizione a Rfi a dicembre, per avere una risposta e sapere cosa sta accadendo” dice Virgili. E la risposta è che in quel tratto è prevista l’installazione di barriere antirumore di altezza variabile tra i 2 metri e i 7,5 metri, in ottemperanza del Decreto Ministeriale del 29 novembre 2000: “Tutto l’iter previsto doveva concludersi entro il 2015 e invece” afferma Scaltritti.

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In merito all’opposizione di alcuni comitati e sindaci, Scaltritti ha una visione che va oltre la cronaca contingente: “Chi non vuole che la vista dalla sua residenza sia coperta dai pannelli ha ragione ed è un diritto che va rispettato. Ci sono zone dove le barriere sono fondamentali, altre dove se ne può fare a meno. Noi non vogliamo imporre nulla. i decibel al passaggio dei treni variano da 80 a 100, li ho misurati in maniera privata: quando passano non possiamo neanche parlare”.

“Pensate che qui in viale Secondo Moretti, a San Benedetto, i pannelli oscurerebbero la vista del faro: è chiaro che non vanno posizionati qui. Ma in via Trento la situazione è diversa” precisa Virgili.

E aggiunge l’ex deputato: “Ovviamente le Ferrovie diffondono barriere di 7,5 metri a Cupra in luoghi dove c’è visuale con poche abitazioni. Sembra che vogliano provocare per far dire ai sindaci di no. Io invece voglio un comportamento serio e tecnico. Quando ci sono risposte come nell’Ansa appena uscita in cui si fa riferimento a modifiche della normativa e nuove soluzioni tecniche, si fa in modo che di queste cose se ne riparlerà nel 2040″. Secondoi Virgili “è probabile che Rfi dia una risposta evasiva anche perchè se non c’è una mobilitazione a favore e anzi una contraria è difficile che questi investimenti vedano la luce“.

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Ma il dito è puntato anche verso le amministrazioni comunali, a partire da quella di San Benedetto: “Noi abbiamo informato passo per passo l’amministrazione comunale, fino all’invio della risposta di Rfi. Ma il sindaco Piunti sembra chiuso nella sua dote migliore, il silenzio” ironizza Scaltritti.

“Qui occorre che il Comune prenda in mano la situazione e faccia un regolamento in proposito, e indichi dove le barriere possono o non possono essere posizionate. Non possiamo essere noi privati cittadini a interfacciarsi con Rfi” sostengono i due. “Lo stesso avverrà anche a Cupra, ma anche le dichiarazioni del sindaco di Grottammare mi sono sembrate un po’ ambigue” afferma Scaltritti.

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