SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Catia Talamonti, presidente della Picenambiente, ha inoltrato la seguente nota stampa che pubblichiamo integralmente.

In qualità di Presidente della PicenAmbiente Spa sento il dovere di pubblicamente intervenire al fine di ristabilire equilibrio e verità su questioni che investono, in taluni casi, la mia persona ma soprattutto investono una grande azienda come la PicenAmbiente Spa che mi onoro di presiedere e che oggi rappresenta una delle più rilevanti realtà in sviluppo industriale per tutto il territorio piceno, sia in termini occupazionali che per l’economia indotta.

Innanzitutto intendo rivendicare – in qualità di Dirigente Pubblico di ruolo, nominato dal Comune di San Benedetto del Tronto alla carica di Presidente della PicenAmbiente – di aver sempre uniformato il mio operato al pieno rispetto di tutte le norme vigenti per il perseguimento degli interessi pubblici coinvolti.

Respingo quindi con sdegno qualunque insinuazione che pone in dubbio tale mia corretta condotta: ho già proceduto a tutelare la mia persona avanti al Tribunale di Ascoli Piceno, ritengo tuttavia di patire da diverso tempo dei fatti costituenti reato, ragion per cui ho dato mandato al mio avvocato, dottor Nazario Agostini, di adire la competente Procura della Repubblica, Procura che già in due occasioni è stata dalla sottoscritta notiziata.

Ancorché profondamente turbata da questo insieme di comportamenti lesivi della mia libertà di autodeterminazione e ancor prima della mia dignità, onorabilità ed essenza stessa di donna, mi preme sottolineare che non intendo soggiacere ad alcun sopruso di sorta; sono stata costretta a chiedere al Sindaco Piunti di revocarmi l’incarico di Vice Segretario Generale del Comune di San Benedetto del Tronto (che svolgevo diligentemente da 4 anni) a causa del perdurare di polemiche ingiustificate e pretestuose, che da tempo sono rivolte alla mia figura professionale, non potendo più svolgere tale importante funzione in un contesto ambientale diventato così ostile.

Per quanto invece concerne la PicenAmbiente Spa, che più mi preme, è necessario chiarire che la stessa rispetta tutte le norme previste dalla Legge Madia per le società miste a partecipazione pubblica non di controllo, quale è stata connotata fin dalla sua costituzione la PicenAmbiente.

Tuttavia l’intervenuta problematica sollevata sul controllo pubblico ha portato l’azienda, anche a tutela dei comuni soci, a dover necessariamente sospendere la negoziazione in essere con le Rsu e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, sia sugli accordi già sottoscritti che in quelli in discussione sul rinnovo del contratto integrativo aziendale di 2° livello, sospensione in attesa del pronunciamento del Tar.

Infatti l’azienda ha dovuto sospendere i processi di stabilizzazione di 35 lavoratori precari in essere così come concordati con i Sindacati con l’accordo aziendale sottoscritto a dicembre scorso, considerati i vincoli e le procedure imposte per le assunzioni dalla legge Madia, compreso l’attingimento alle liste regionali delle eccedenze e/o al ricollocamento di personale di altri enti Pubblici (Dm del 9 novembre 2017), con possibile pregiudizio alle professionalità costruite con i lavoratori precari attualmente in organico.

La sospensione riguarda anche la trattativa sulle risorse da destinate alla retribuzione dei lavoratori in organico, correlata alla contrattazione aziendale integrativa di 2° livello, poiché la legge Madia prevede solo per le società controllo pubblico un taglio della parte variabile degli stipendi, in relazione agli obiettivi di contenimento/riduzione delle spese formulate annualmente dai Comuni.

In conclusione ritengo che dovrebbe essere interesse di tutti (azienda, soci e lavoratori) attendere serenamente il giudicato che il Tarpronuncerà in sentenza sulla questione dell’inquadramento della PicenAmbiente, ristabilendo correttezza ed equilibrio nell’approccio e nella discussione della vicenda.


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