SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un turista innamorato di San Benedetto, al punto che si è preso l’impegno, da solo, di rivolgersi alle Ferrovie dello Stato affinché risolvessero uno dei problemi della città così come di tutta la Ferrovia Adriatica nelle Marche: il rumore causato dai treni nelle abitazioni prossime alla ferrovia.

Parliamo di Millo Bergamini, lavoratore all’ospedale di Modena e insignito, per la sua attività, del titolo di Cavaliere della Repubblica e insignito dell’onorificenza pontificia “Croce Pro Ecclesia et Pontefice” da Papa Francesco, amico fraterno anche di personaggi come la scomparsa Lella Pavarotti, sorella del grande tenore Luciano. Ma i meriti personali qui vanno in secondo piano perché Bergamini, che da anni frequenta San Benedetto nel periodo estivo, ha deciso, solitario, di intraprendere una battaglia mica da poco.

“Io credo che quando c’è un problema, questo deve essere risolto – ci dice al telefono – La vostra città per me è bellissima e io mi trovo davvero molto bene quando mi reco lì. Appunto per questo non capivo come mai nessuno protestasse per il fastidio provocato dal passaggio dei treni, che può essere rimediabile ponendo dei pannelli protettivi che riducono l’effetto del rumore”.

“D’estate mi trovo spesso a cenare al Pub San Michele, all’aperto, e il passaggio dei treni crea un notevole trambusto. Per questo ringrazio i titolari del locale per avermi appoggiato in questa mia battaglia, oltre che la signora Margherita Caselli” continua.

A questo punto Bergamini inizia ad avere una fitta relazione telefonica ma anche di corrispondenza scritta con i funzionari di Ferrovie dello Stato di Ancona prima e di Roma poi, “ingegneri sensibilissimi e di grande educazione”. Il tutto, ovviamente, prima che un comitato proprio in via Trento iniziasse a raccogliere firme per chiedere l’installazione di pannelli fonoassorbenti e che Ferrovie dello Stato illustrasse ad alcuni comuni il progetto di barriere anti-rumore (come Ancona, Falconara e sicuramente Cupra, mentre Grottammare e probabilmente San Benedetto saranno informate nelle settimane o mesi a venire).

“Hanno detto che il progetto era in fase di definizione ma anche che la burocrazia ha i suoi tempi. La documentazione e le richieste da me inviate, tutte con bolli a mie spese, sono state girate da Ancona a Roma. Io li ho chiamati saltuariamente per essere aggiornato su questo progetto. Ho risentito per Natale sia Ancona che Roma e mi hanno confermato che sicuramente il progetto si farà, perché lo prevede la legge in quanto il rumore del treno rischia di essere fuori norma” continua Bergamini.

“Il progetto approvato sarà sottoposto con i tempi dovuti alle vari amministrazioni: e per San Benedetto i tempi sono di cinque o sei mesi ma poiché arriverà l’estate possiamo pensare che subito dopo l’estate si avvi questo progetto. Da quel che so prima di me nessuno aveva mai sporto un reclamo o speso dei soldi come me: il che fa anche riflettere perchè io sto qui solo per un periodo dell’anno. Devo dire che per molte persone con le quali sono entrato in contatto sembravano persino indifferenti a questa cosa, o diffidenti. Ho parlato anche con il sindaco e il suo segretario, due persone squisite, e ho ben presente che un problema per essere affrontato deve essere discusso nei canali ufficiali: questo volevano le Ferrovie dello Stato”.

“La barriera – conclude Bergamini – sarà a norma di legge, non un cassone come scrive qualcuno. Sicuramente ci sarà chi si lamenterà ma tutto sarà vagliato dal Comune, dai cittadini, dalle associazioni e i comitati assieme alle Ferrovie. Ad esempio credo che sul tipo di materiale e sui colori ci sarà modo di interloquire. Io ho fatto tutto questo per amore di San Benedetto, credo sia giusto che i cittadini possano vivere senza rumore e in pace”.

E anche i turisti, aggiungiamo noi.

 


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